Si dice vedi Napoli e poi muori. Ma trattandosi di arte cinematografica, meglio tradursi con vedi Napoli e poi godi. Perché la Mostra veneziana 2021 può a buon titolo passare agli annali come il trionfo del cinema Made in Napoli, sia per la quantità ma soprattutto per la qualità del talento partenopeo apprezzato sul Lido, quasi come se San Gennaro avesse benedetto la sua gente con un olio magico prima di inviarla sulla nordica laguna. Senza nulla togliere al passato, anche recente, che ha regalato eccellenze dalla terra di Campania, a quest’edizione veneziana si sta concentrando il “meglio dei migliori”, come se Mario Martone & Paolo Sorrentino (su tutti) si fossero accordati per raggiungere insieme lo stato di grazia. Ma con loro anche il collega Leonardo Di Costanzo e tutti quei favolosi attrici e attori portatori di magnifica napoletanità, con quella meravigliosa cadenza dialettale (o vera e propria lingua) che è già musica per le platee internazionali.

Se per la qualità rimandiamo anche agli articoli dedicati ai singoli film, straordinaria è anche la quantità. La squadra dei vesuviani è corposa e sparigliata in varie sezioni: due opere in corsa per il Leone d’oro (È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino e Qui rido io di Mario Martone, entrambi al top dei giudizi critici italiani nelle griglie dei Daily festivalieri), due fuori concorso (Ariaferma di Leonardo Di Costanzo e Il bambino nascosto del siciliano occasionalmente prestato a Napoli, Roberto Andò, che vedremo in chiusura di Mostra) e una come evento speciale alle Giornate degli Autori (Il silenzio grande del “romano” Alessandro Gassmann in una vicenda totalmente partenopea). A cui doverosamente aggiungere la mostra fotografica di Antonietta De Lillo di cui già si è parlato.

Quanto ai performer stiamo assistendo a un’autentica tournée veneziana, con attori che si dilettano saltando da un’opera all’altra mutandosi di pelle e maschera con la disinvoltura dei grandissimi. Due su tutti portano il nome di Toni Servillo, il vero pater familias del cinema italiano in Mostra, protagonista per Martone e co-protagonista per Sorrentino e Di Costanzo, e Silvio Orlando leading character de Il bambino nascosto e co-protagonista “duellante” con Servillo in Ariaferma.

E l’abbondanza con almeno due ruoli a testa mette in elenco i meravigliosi talenti di Massimiliano Gallo, Lino Musella, Roberto De Francesco, Gianfelice Imparato, Francesco Di Leva, Sasà Striano, con un ruolo anche per Renato Carpentieri. Con le signore non di meno: dalle “dark lady” di Gomorra, Cristiana Dall’Anna e Antonia Truppo, alle leggendarie Maria Nazionale, Marina Confalone, Teresa Saponangelo, Iaia Forte fino a Luisa Ranieri.

Ancora non sappiamo quanto talento verrà riconosciuto dai premi ufficiali della Mostra, la speranza è alta ma come da superstizione partenopea insegna, meglio non azzardare previsioni. Un invito ai lettori è tuttavia è doveroso: giovedì 9 settembre uscirà nelle sale cinematografiche italiane Qui rido io di Martone, un’opera prodigiosa da non perdere assolutamente.

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