Spunta il nome di Guido Bertolaso nell’inchiesta su Luca Di Donna, l’avvocato vicino di studio di Giuseppe Conte, prima che quest’ultimo diventasse premier. “Quando ero presidente del consiglio Di Donna non l’ho mai incontrato, se ha usato il mio nome lo ha fatto in modo indebito”, si è sempre giustificato Conte. Insieme al professor Gianluca Esposito, al legale Valerio De Luca e altre 11 perseone, infatti, Di Donna è indagato dalla procura di Roma per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di influenze dalla procura di Roma. Secondo i pm chiedevano soldi in cambio di consulenze per far ottenere commesse con la struttura del Commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, che non è indagato. Per l’accusa Di Donna vantava entrature ad alto livello istituzionale. Ad accusarlo è l’imprenditore Giovanni Buini, il supertestimone che ha fatto partire l’inchiesta. Come raccontano il quotidiano Repubblica e Domani, Buini ha effettivamente fatto un nome per accreditarsi con Arcuri. Ma non è quello di Di Donna, ma invece quello di Guido Bertolaso.

Già nel marzo del 2020 Buini aveva ottenuto un appalto per un milione di mascherine chirurgiche dal commissario per l’emergenza Covid. Va ricordato che all’epoca in tutto il Paese mancava ancora quasi completamente ogni tipo di dispositivi di protezione. Quindi tra aprile e maggio Buini s’interessa a una nuova commessa da 160 milioni di mascherine. E per questo, sostiene, ha contattato Di Donna ed Esposito. “Quando il 7 maggio scarico con una Pec i due avvocati perché non mi fidavo la trattativa con il Commissario decade senza motivo”, è la sua versione, che ha di fatto provocato l’apertura delle indagini. In realtà, secondo i quotidiani citati, la vicenda è andata diversamente. È la sera del 5 maggio 2020 e Buini ha appena incontrato Di Donna. Insieme all’avvocato c’era il capo di gabinetto dell’Aise, Enrico Tedeschi. L’imprenditore accende il computer e manda una mail ad Arcuri. Ma non fa cenno all’incontro con l’avvocato, considerato vicino a quello che all’epoca era il presidente del consiglio. No: Buini fa esplicitamente il nome di Bertolaso, che era stato nominato consulente per l’emergenza Covid in Regione Lombardia. “Buonasera commissario Arcuri, sono Giovanni Buini, titolare di una società che vende dispositivi di protezione individuale. Ci siamo sentiti per tramite di Guido Bertolaso e vi abbiamo fornito una partita di mascherine chirurgiche 10 giorni fa”, scrive l’imprenditore. “La informo che possiamo darle 10 milioni di mascherine chirurgiche e due milioni di mascherine FFP2 a settimana a condizioni vantaggiose. Le chiedo un appuntamento per proporle di regolarizzare le possibili forniture future. Cordiali saluti”. Secondo il quotidiano Domani in effetti è vero che Bertolaso ha presentato Buini all’ex commissario per l’emergenza Covid. Per Repubblica, Bertolaso aveva addirittura telefonato per garantire su Buini, quello stesso pomeriggio del 5 maggio.

Passano 24 ore e il 6 maggio – il giorno dopo l’incontro con Di Donna e lo 007 Tedeschi – l’azienda dell’imprenditore umbro riceve un’ispezione dei carabinieri del Nas. Il 7 maggio arriva in azienda la Guardia di Finanza. Due ispezioni in due giorni di cui la struttura commissariale viene a conoscenza: è per questo che l’11 maggio Arcuri fa comunicare a Buini che le mascherine già consegnate saranno restituite? Probabile, anche se nella mail inviata dal braccio destro di Arcuri a Buini c’è scritto solo che le mascherine saranno restituite per “sopravvenute mutate esigenze“. Buini, interpellato dal quotidiano Domani, si giustifica così: “Non mi ricordo della mail che avrei mandato ad Arcuri. Le dico però che avevo già lavorato con la struttura commissariale prima di conoscere Di Donna. Mi ero sentito più volte con l’ex capo della protezione civile Angelo Borrelli. Bertolaso? Siamo solo amici, giochiamo a volte insieme a golf. Ma non credo lui avesse strumenti di darmi nessunissima introduzione ad Arcuri”. A questo punto è probabile che i pm sentiranno sia Arcuri che i suoi ex collaboratori (nessuno dei quali è indagato). Secondo il quotidiano di Carlo De Benedetti, comunque, un incontro tra l’ex commissario e Di Donna effettivamente ci fu. E’ però successivo all’affare Buini: alla fine luglio del 2020 l’ex commissario era a cena con Di Donna ed Esposito in un ristorante dei Parioli. C’era anche il professor Federico Tedeschini, direttore generale del Mise e altri due avvocati. Arcuri è arrivato a serata iniziata, invitato da Esposito per un saluto. Uno dei presenti ha raccontato che si trattava solo di “una cena per salutarsi prima delle vacanze” e che “Arcuri ed Esposito si conoscono da anni”. Esposito, infatti, è stato per anni direttore generale degli incentivi alle aziende del ministero dello Sviluppo economico: cioè un ufficio che si rapporto con Invitalia, guidata da Arcuri da 14 anni.

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