Tra pochi giorni la quarantena a scuola sarà ridotta. Si punta così a far calare l’uso della didattica a distanza che in questo primo mese di lezioni è ricomparsa in seguito ai casi di positività tra i banchi. La nuova bozza di “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid 19” predisposta dall’Istituto superiore di sanità e dai ministeri dell’Istruzione e della Salute, attende l’ok delle Regioni che dovrebbe arrivare a giorni. Si tratta di poche pagine che contengono, tuttavia, un cambiamento rilevante. Se si riscontra un positivo in aula, alle primarie o alle secondarie, i compagni saranno sottoposti a “sorveglianza con testing” attraverso un tampone rapido o molecolare. Se il risultato sarà negativo potranno tornare a far lezione a scuola ma dopo cinque giorni dovranno fare un nuovo tampone. Diversa la questione se i positivi sono due. In questo caso la quarantena (della durata di dieci giorni) scatta solo per i compagni non vaccinati. I ragazzi che sono immunizzati o negativizzati negli ultimi sei mesi possono rientrare in aula ma dovranno fare un tampone di controllo.

La quarantena per tutti resta in vigore solo in un caso: quando a essere positivi sono in tre. Per quest’ultima situazione vanno tutti a casa ma solo per sette giorni chi è vaccinato e dieci per chi ancora non ha ricevuto l’iniezione. Dieci giorni di didattica a distanza anche per i bambini fino a undici anni a partire dal secondo positivo. La bozza preparata dall’ Iss prevede anche le regole da seguire nell’eventualità in cui a essere positivo sia il docente o il collaboratore scolastico. Gli alunni dovranno fare il tampone e tornare in aula solo se negativo. Se i positivi dovessero essere due (insegnante e alunno) si procede con i test per gli studenti vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi e quarantena solo per chi non ha fatto l’iniezione. Oppure: docente positivo più due alunni contagiati. Per quest’ultima evenienza scatta la quarantena per tutta la classe.

Restano le “vecchie” regole al nido e alla scuola dell’infanzia dove i bambini non hanno l’obbligo di portare la mascherina: in presenza di un positivo, nessuno si deve presentare a scuola. L’unico a poter definire un isolamento più lungo può essere il medico. Il Governo è, quindi, intenzionato a seguire il modello Bolzano dove fin da settembre esiste uno screening a tappeto con tamponi nasali in tutte le classi. Le nuove regole hanno per ora ottenuto l’ok del sindacato. “Il tracciamento dei contagi è fondamentale per tenere l’epidemia sotto controllo, circoscrivere i focolai ed evitare, così, che si ritorni alla didattica a distanza. Bene, quindi, le nuove misure relative alla gestione della quarantena nelle scuole. Auguriamoci che, dopo il flop dello scorso anno, adesso la macchina organizzativa abbia ingranato la marcia giusta e che il tracciamento funzioni”, spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. “Vorremmo capire, però, – aggiunge Di Meglio – qual è il reale potere di coordinamento che il ministero della Salute esercita sugli interventi da mettere in atto per evitare disparità tra le varie zone d’Italia. Sarebbe auspicabile, infatti, che tutte le operazioni connesse al contenimento della diffusione del virus fossero omogenee su tutto il territorio nazionale per non creare situazioni a macchia di leopardo che diano adito alle amministrazioni regionali di muoversi in ordine sparso”. Critica, invece, Maddalena Gissi, segretaria nazionale della Cisl Scuola: “Il testo che abbiamo letto sulla nuova gestione delle quarantene nelle scuole, se confermato, introduce degli elementi di violazione della privacy da parte del dirigente o degli addetti al controllo negli istituti perché richiede una rilevazione del setting: non si può agire violando la privacy in merito alla vaccinazione”.

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