“Nessuno è al sicuro”. È categorico Johnny Depp nello schierarsi contro la “cancel culture” che da qualche anno il mondo del cinema ma non solo mette in atto nei confronti di un attore piuttosto che di scene o interi film del passato in nome del “politically correct”. L’occasione per parlarne è stata la conferenza stampa del Festival di San Sebastian, in Spagna, dove la star de I pirati dei Caraibi è stato premiato con il Donostia Award, un riconoscimento che gli è stato conferito non senza polemiche perché l’attore americano è stato il protagonista di un discusso processo per violenza coniugale domestica che lo ha portato in tribunale contro l’ex moglie Amber Heard. Depp ha detto di sentirsi “super onorato” di ricevere “un premio così illustre” ma ha colto l’occasione per sfogarsi contro il sistema di rimozione in atto nei suoi confronti.

“I vari movimenti che sono nati, con le migliori intenzioni, ne sono sicuro, adesso sono tuttavia fuori controllo. Vi posso assicurare che nessuno è al sicuro“, ha detto Johnny Depp. “Basta una frase e non c’è più spazio (per lavorare, ndr), svanisce ogni opportunità. È successo a molte persone, non solo a me. A un certo punto uno comincia a pensare che la colpa sia sua, che sia normale. Ma non lo è”, ha continuato l’icona del cinema, concludendo che movimenti come il #Metoo, nato nel 2017 con lo scopo di denunciare le molestie sessuali e l’aggressione subiti dalle donne da parte di uomini potenti, stiano esagerando nelle loro battaglie.

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