Dopo la rottura delle trattativa e la scelta di Ita di “procedere in maniera unilaterale con l’applicazione del regolamento aziendale (al posto del contratto nazionale, ndr) e con l’immediata assunzione a chiamata dei lavoratori”, come denunciato dai sindacati, qualche centinaio di dipendenti ex Alitalia sono tornati a manifestare a Roma, in piazza San Silvestro, per protestare contro i vertici della nuova compagnia.

Il piano voluto dall’azienda, di fronte a circa 7mila esuberi e ai tagli degli stipendi, viene considerato dai sindacati e dai lavoratori come “irricevibile”. “Servono garanzie su contratto e ammortizzatori sociali, altrimenti continueremo con la mobilitazione a oltranza. La scelta dell’azienda è grave”, denunciano. Ma non solo, perché il timore concreto – spiegano – è quello di un “dramma sociale“: “Troppo poche 2800 persone su 10mila, tutti gli attuali dipendenti vanno salvaguardati. Senza dimenticare l’indotto”, hanno rilanciato lavoratori e sigle sindacali, nel giorno in cui i vertici dell’azienda erano convocati in commissione alla Camera.

Presente in piazza anche una delegazione del Partito democratico, guidata dalla capogruppo alla Camera, Debora Serracchiani, che ha spiegato di considerare a nome del partito il piano come “ingiusto, perché non rispetta la dignità del lavoro. Faremo la nostra parte all’interno del governo“. Un esecutivo bocciato però dagli stessi lavoratori e dai sindacati, considerato “assente e latitante” nella vertenza: “Batta un colpo, al momento è stato il vero convitato di pietra”, hanno attaccato dalla piazza. Tutto mentre è stato confermato per il prossimo 24 settembre lo sciopero del trasporto aereo. “Vogliamo garanzie su lavoro e diritti”, è l’appello rilanciato dalla piazza.
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