Quel mercoledì 29 luglio di 40 anni fa c’erano 750 milioni di spettatori davanti alla tv per seguire l’evento del secolo, il royal wedding più famoso di tutti i tempi, l’unione tra Diana Spencer e Charles Philip Arthur George, erede al trono della Gran Bretagna. Più di 600mila sudditi si erano riversati nelle strade di Londra per assistere al passaggio della carrozza dorata e gli invitati erano circa 2000, tanto che le nozze furono celebrate nella cattedrale di Saint Paul che era più capiente rispetto a Westminster.

Quando l’allora ventenne Diana fece il suo ingresso nella navata, avvolta da quell’abito che sembrava una meringa gigante ma che all’epoca fu il più copiato in assoluto dalle future spose, in pochi potevano immaginare che la favola sarebbe durata ben poco e, molto probabilmente, non era neppure cominciata con i presupposti migliori. Il fidanzamento era avvenuto soltanto qualche mese prima, il 3 febbraio 1981, nella stanza dei bambini del castello di Windsor e, contrariamente a quanto raccontato da alcuni tabloid come il Daily Mirror e il Daily Express, le modalità con cui Carlo chiese la mano di Diana furono tutt’altro che romantiche.

Come fedelmente narrato dalla serie The Crown, pare proprio che il Principe del Galles non si sia inginocchiato come da tradizione ma abbia chiesto a un’incredula Diana: “Vuoi sposarmi?” in maniera piuttosto fredda e frettolosa. Tutto confermato nella biografia del 1992, Diana, her true story di Andrew Morton, dove è riportata una dichiarazione della stessa Diana che a quella domanda secca racconta di aver pensato a uno scherzo, di essere dapprima scoppiata a ridere e di aver poi risposto: “Ok”. Carlo aggiunse: “Lo sai che un giorno diventerai regina?” e Diana ebbe il presentimento che ciò non si sarebbe mai avverato e che il suo ruolo sarebbe stato comunque molto difficile da sostenere.

La frase che però non lasciava davvero presagire nulla di buono fu pronunciata sempre da Carlo, che mormorò: “Ti amo, ti amo così tanto… qualunque cosa significhi la parola amore” per poi andarsene via in tutta fretta, senza neppure riservare un abbraccio o un bacio alla sua futura sposa e, stando alla testimonianza del biografo Christopher Wilson, la premura era dovuta alla preoccupazione di chiamare la regina Elisabetta per dirle: “Mi hai detto di trovare qualcuna da sposare, eccola”.

Come proposta di matrimonio non era certo ciò che una giovane donna poteva aspettarsi, senza contare il fatto che prima delle nozze Carlo e Diana si erano visti solo una dozzina di volte e tra di loro incombeva già l’ombra di Camilla Parker Bowles, l’unica donna che probabilmente il futuro Re d’Inghilterra abbia mai davvero amato. Tuttavia l’amante di Carlo, gli amanti di Diana, la bulimia di cui la principessa soffriva sin dai tempi del college ma che era peggiorata con la pressione della vita di corte, non furono gli unici motivi che portarono quel matrimonio ad assumere l’aspetto di un incubo più che di una fiaba moderna.

I frequenti litigi della coppia erano dovuti anche al fatto che Diana si stava sempre più affrancando dal ruolo di moglie dell’erede al trono, e dimostrava di avere una personalità e un’intraprendenza che la consacrarono nel ruolo di “principessa del popolo”, amatissima dal pubblico per la sua freschezza e spontaneità che cozzavano con la rigidità del protocollo, oltre che per i suoi numerosi impegni come ambasciatrice di cause umanitarie.

Un episodio poco conosciuto, che molto probabilmente fu alla base della decisone di Diana di chiedere il divorzio da Carlo, riguarda il loro primogenito William che, nel luglio del 1991, all’età di 10 anni, rimase coinvolto in un incidente alla Ludgrove School di Wokingham. Durante una partita il piccolo William fu accidentalmente colpito alla testa da una mazza da golf, fu trasportato d’urgenza all’ospedale e fu sottoposto a un intervento chirurgico che durò 70 minuti, dopo il quale rimase tutta la notte in osservazione. In quel frangente Diana rimase sempre al suo capezzale, mentre Carlo la sera stessa decise di non rinunciare all’impegno che aveva in agenda e andò all’Opera per la prima della Tosca insieme a un gruppo di esperti che si occupavano di cause ambientali.

Pare che questa fu la goccia che fece traboccare il vaso di un’unione già traballante, un matrimonio “un po’ troppo affollato” per via di Camilla, come ebbe in seguito a dichiarare la stessa Diana nella celeberrima intervista alla Bbc, ma che forse la Principessa si ostinava a tenere insieme per il bene dei figli. Carlo l’aveva delusa come marito e anche come padre e, molto probabilmente, fu quello il momento in cui prese la decisone di separarsi dal consorte.

Il resto purtroppo è storia nota, un destino atroce culminato nell’incidente mortale nel tunnel dell’Alma a Parigi il 31 agosto del 1997, l’avverarsi di una premonizione ancor più tragica di quella voce che diceva a Diana che non sarebbe mai diventata regina, ma che la sua sarebbe stata un’esistenza tormentata.

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