Alla Camera dei deputati era stato uno dei cinque parlamentari di Forza Italia a dissociarsi dalla linea del partito, votando a favore del disegno di legge Zan per il contrasto alla violenza e la discriminazione per motivi legati alla omotransfobia, alla misoginia e alla disabilità. Oggi l’ex ministro e deputato Elio Vito è nel centrodestra uno dei difensori più convinti del testo di Alessandro Zan, posizione che l’ha spinto anche a contestare apertamente la linea del partito e soprattutto di Berlusconi. Non con una certa sorpresa degli osservatori politici, considerando che con oltre 25 anni di militanza (aderisce a Forza Italia nel 1994 dopo l’esordio con i Radicali di Pannella) si può considerare un volto storico del partito di Berlusconi. Non solo. Negli anni è stato attivo su uno dei fronti più caldi, quello della giustizia, battaglia portata avanti anche con decine e decine di ospitate nei salotti tv, compreso quello di Porta a Porta. Grazie alla vicinanza e al rapporto di fiducia con l’ex Cavaliere, nel 2008 il suo nome fu considerato per il ministero di via Arenula. Poltrona che poi andò ad Angelino Alfano, mentre Vito divenne responsabile dei Rapporti con il Parlamento.
Tredici anni dopo, di fronte all’asse tra centrodestra e i renziani di Italia Viva per affossare il disegno di legge sull’omotransfobia a, Vito rivendica la matrice liberale di Forza Italia. “Bisogna ammetterlo: Forza Italia in questo momento è subalterna, appiattita a Salvini e alla destra sovranista“. E ancora: “Così deludiamo i nostri elettori, un errore rispetto alla nostra stessa storia. Dobbiamo distinguerci da Lega e Fratelli d’Italia, così anche da Italia Viva. Votiamo il ddl Zan, non perché lo fa la sinistra, ma perché è una legge giusta. Salvini era in difficoltà perché aveva capito di non potersi limitare a bocciare il ddl Zan, ma è arrivato in suo soccorso Italia Viva di Renzi con i suoi emendamenti. Ma una mediazione su quelle modifiche è inaccettabile, anche perché giuridicamente improprie. Significherebbe escludere migliaia di persone dalle tutele“. Per poi sottolineare: “Già nel lungo esame alla Camera si era visto come le espressioni ‘identità di genere‘ e ‘orientamento sessuale‘ permettessero di includere tutte le persone vittime di reati d’odio. Il punto non è trovare una mediazione, ma su cosa. Se passassero le modifiche volute da Renzi e da Salvini, sull’articolo uno del disegno di legge in particolare, si avrebbe una legge discriminatoria, ingiusta e pericolosa”, avverte Vito.
La realtà, secondo il parlamentare di Forza Italia, è che “Renzi sta giocando una partita di posizionamento politico, flirtando con la Lega, anche in vista della partita dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Ma è grave che queste manovre politiche si giochino sulla vita delle persone e sui diritti”. Tradotto, come già ribadito dallo stesso promotore dem, Alessandro Zan, “sarebbe meglio nessuna legge che una cattiva legge“.
Certo, in attesa dell’arrivo del disegno di legge a Palazzo Madama, resta un problema legato ai numeri del Senato, dopo la giravolta di Matteo Renzi, dietro la ‘motivazione’ del presunto rischio di affossare la legge in Aula di fronte ai possibili voti segreti. Senza i 17 senatori renziani, infatti, sarebbero circa 141 ‘sì’ contro i 135 ‘no’ del centrodestra unito. Con la variabile dei senatori del Misto e di altri singoli senatori che potrebbero votare seguendo la formula del ‘secondo coscienza’: “Si vada in Aula, sono convinto che i numeri ci siano. Mi sembra quantomeno paradossale questo richiamo, questo assist di Renzi, sugli emendamenti del leghista Calderoli. I voti segreti? Sono certo del contrario: molti nel centrodestra hanno paura, sono timidi. Di fronte a voti segreti ci sarebbe una sorpresa, i numeri per il ddl Zan aumenterebbero“, è la tesi di Vito. Anche perché, spiega, anche dentro il suo partito altri parlamentari si potrebbero aggiungere: “Ha dichiarato il suo voto a favore Barbara Masini, sono certo non sia sola. E mi stupirei se la nostra capogruppo Anna Maria Bernini, da sempre attenta su questi temi, non decidesse di stare dalla parte dei diritti. In questi mesi c’è stato un ostruzionismo vergognoso, così come le falsità dette nel centrodestra durante il dibattito alla Camera. La libertà di pensiero non è in discussione, così come la giornata contro l’omofobia nelle scuole sarebbe l’occasione per diffondere una cultura dell’inclusione e del rispetto, non per imporre inesistenti ideologie gender”. Tradotto, per Vito è l’ora dell’esame in Aula: “Renzi pensi a garantire i suoi voti, vedrà che così il ddl Zan passerà”

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