“La linea scelta dal governo Draghi sui licenziamenti per noi non è una mediazione utile. Il blocco per una parte del mondo del lavoro è il 31 ottobre, continuiamo a pensare che sia necessario per tutti che sia quello il limite”. A rivendicarlo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, tornando a criticare la scelte dell’esecutivo, dopo la retromarcia sul blocco dei licenziamenti, al di là delle parole del presidente del Consiglio Mario Draghi che aveva parlato di miglioramento delle norme, con la “cassa gratuita oltre il primo luglio per le aziende che non fanno esuberi”.
“Dovremmo usare questi mesi prima di agosto per una vera riforma degli ammortizzatori sociali che permetta di gestire anche le riorganizzazioni senza ricorrere ai licenziamenti, ma usando tutti gli strumenti disponibili e incentivati”, ha proseguito Landini, nel corso di una manifestazione organizzata da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil a piazza Montecitorio per dire basta ai morti sul lavoro. Ma il tema dei licenziamenti non è l’unico a dividere sindacati ed esecutivo. Perché anche sugli appalti la richiesta è di cambiare le norme contestate nelle bozze del decreto Semplificazioni. Né viene considerata sufficiente la possibile mediazione di rinviare la questione delle liberalizzazioni dei subappalti – divisiva nella stessa maggioranza – alla legge delega sul Recovery, mantenendo soltanto il ritorno al criterio di aggiudicazione del massimo ribasso. “Su questi due punti per noi non sono possibili particolari mediazioni. Pensiamo che liberalizzare gli appalti e reintrodurre la logica massimo ribasso non sia accettabile. Dovrebbe entrare nella testa di tutti che la liberalizzazione degli appalti e la logica del massimo ribasso è quello che determina anche una non messa in sicurezza, e in molti casi anche le morti sul lavoro”, ha continuato Landini. “È necessario prorogare sul subappalto la norma che c’è e aprire poi una discussione su una vera legge delega da qui a fine anno e sulla logica del massimo ribasso deve essere tolta dal tavolo perché è un danno per il paese e per le imprese”, ha aggiunto.
Presenti all’iniziativa dei sindacati anche alcuni deputati di centrosinistra, tra cui Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, e il deputato di LeU-Articolo Uno Pier Luigi Bersani: “Non è con la deregolamentazione che si accelera sulle opere. Il problema è relativo a un complicato iter autorizzativo e alle stazioni appaltanti. Così prevale l’ideologia. Confindustria? Non tutti nel mondo delle imprese inseguono questa linea ideologica, anche Assolombarda pensa che il problema sia altrove”, ha spiegato l’ex segretario Pd. “Continueremo a chiedere modifiche su appalti e licenziamenti, il governo ci ascolti e ci convochi. Sciopero? Se ci diranno che va tutto bene così, valuteremo insieme a Cisl e Uil qualsiasi iniziativa, io personalmente non ne escludo nessuna”, ha concluso Landini.

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