“La sentenza della Corte Costituzionale ha dato un anno di tempo al Parlamento per intervenire sull’ergastolo ostativo. Ora ci aspettiamo che le forze politiche siano unite: per noi è un tema prioritario“. A rivendicarlo Vittorio Ferraresi, ex sottosegretario alla Giustizia e deputato M5s, intervenuto assieme a Eugenio Saitta, capogruppo M5s in commissione Giustizia alla Camera e al senatore Marco Pellegrini (commissione Antimafia), nel corso di una conferenza stampa in cui è stata presentata la proposta di legge del Movimento, dopo la sentenza della Consulta che ha ritenuto incostituzionale escludere dai benefici penitenziari i condannati all’ergastolo per reati di contesto mafioso che non collaborino con la giustizia.
“È necessario – ha spiegato Saitta – che il Parlamento intervenga, e che lo faccia in modo celere e forte. Su questa nostra proposta siamo aperti a un dibattito che sia serio e anche a proposte migliorative. Auspichiamo una risposta importante anche dalle altre forze politiche”. “Da un lato proponiamo di accentrare tutte le richieste di accesso ai benefici, che provengono dai detenuti internati per reati di mafia, terrorismo ed eversione, presso il Tribunale di sorveglianza di Roma, prevedendo un rafforzamento dell’organico – ha poi continuato – dall’altro lato prevediamo una decisione collegiale da parte dei giudici con il procuratore antimafia e il procuratore distrettuale chiamati a fornire dei pareri”.

“Al primo punto della nostra proposta prevediamo che sia il detenuto condannato per gravi reati alla pena dell’ergastolo di fatto ‘ostativo’ a dover dimostrare di aver tagliato i collegamenti con le organizzazioni criminali. Così come dovrà dimostrare anche che non ci sarà pericolo in futuro di un ricollegamento con le stesse”, ha quindi aggiunto Ferraresi. Se quindi da una parte la Consulta ha deciso che la collaborazione non può essere l’unica via per ottenere la liberazione condizionale, precisando che è compito del Parlamento individuare delle alternative, dall’altra i membri della commissione Giustizia del Movimento hanno evidenziato che, nella loro proposta, “è previsto un rafforzamento dei criteri per la valutazione della prova” oltre a controlli successivi alla concessione dei benefici “più duro”. “Non possiamo permetterci che l’impianto normativo fortemente voluto da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per contrastare l’azione delle mafie venga gravemente indebolito. Il Parlamento non deve perdere tempo“, ha aggiunto anche l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, presente alla conferenza di presentazione della proposta di legge per ridisegnare l’ergastolo ostativo.

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