I test potrebbero diventare apripista per la riapertura delle discoteche in tutta Italia, attraverso la messa a punto di un protocollo “ad hoc” per garantire lo svolgimento delle serate in sicurezza. Gli eventi in programma sono tre: uno, al Fabrique di Milano, dove l’ultimo weekend di maggio dovrebbero svolgersi al chiuso due serate ciascuna da 2500 presenze, e la seconda il 5 giugno (anche se l’amministrazione regionale attende ancora l’autorizzazione a livello nazionale) a Praja di Gallipoli (Lecce) e al Divinae Follia di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), dove si ritroveranno all’aperto circa 2mila giovani. Serate organizzate in epoca Covid sulla scia di quanto già avvenuto nelle metropoli di Liverpool, Amsterdam e Barcellona.

In Puglia ha contribuito alla stesura del protocollo l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene generale e applicata all’università di Pisa e assessore alla Sanità della Regione Puglia, che specifica che i partecipanti “all’evento dovranno ripetere il tampone dopo 5 giorni”. Per accedere alla serata, precisa in un’intervista a Il Messaggero illustrando un modello replicabile anche ad altre attività, servirà il ‘green pass‘. Cosa significa? Che bisognerà “essere in possesso di una delle tre prerogative, ossia vaccinazione, avvenuta guarigione o tampone nelle 48 ore precedenti, per accedere ad eventi come per esempio una grande cerimonia, un concerto, le discoteche. Tutto finalizzato ad una ripresa di queste attività nel massimo livello di sicurezza”. Il primo Paese a esordire col ‘green pass’ è stato Israele che, grazie a una campagna vaccinale di massa che si è sviluppata in tempi record, ha già potuto riaprire luoghi del tempo libero, stadi, teatri e ristoranti.

Grazie all’esperimento, spiega Lopalco, “valuteremo l’efficienza dei metodi di prevenzione. Potremo così capire se all’interno di un evento di questo genere, con un numero piuttosto consistente di partecipanti, si può sviluppare qualche contagio. Siamo ben contenti di poter supportare questo tipo di iniziativa nella nostra regione, abbiamo dato la nostra disponibilità, ma è necessaria ancora un’autorizzazione a livello nazionale – aggiunge – stiamo aspettando”. L’iniziativa, prosegue l’assessore, “si svolge sotto l’egida della Società italiana di malattie infettive. Noi diamo tutto il supporto che può servire. Valuteremo l’efficacia delle misure di prevenzione. Le persone che parteciperanno all’evento dovranno ripetere il tampone dopo 5 giorni“.

Quello delle sale da ballo è stato uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia. “Siamo chiusi da 14 mesi, tranne la piccola parentesi estiva in cui è stato aperto il 10% delle attività all’aperto (40 giorni appena)”, sottolinea Maurizio Pasca presidente di Silb-Fipe, l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, precisando come “il 30% delle attività ha chiuso definitivamente e un ulteriore 40% è destinato a chiusure nel caso in cui non si dovesse riuscire ad aprire di nuovo”.

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