E’ sempre una questione di tempo. Vi ricordate il Governo Conte? Quello in cui il Premier Conte teneva per sé la delega ai servizi segreti e non voleva mai cederla? Vi ricordate di Conte che nominava Arcuri a capo di ogni cosa? Vi ricordate chi c’era a capo della protezione civile? Vi ricordate di un certo Ranieri Guerra e dello scandalo sul piano pandemico? Vi ricordate delle primule di Arcuri? Vi ricordate il Cts da quante persone era formato? Vi ricordate che Conte veniva difeso a spada tratta dal Pd di Zingaretti? Vi ricordate che i Grillini e il Pd dicevano o Conte o il voto?

Ecco sembra passato chissà quanto tempo ma è storia recentissima. Tutti questi personaggi erano fino a pochi giorni fa coloro che gestivano la Pandemia e le sorti politiche, economiche, sanitari e sociali della nostra cara Italia. Ecco, mentre chi ci metteva la faccia e diceva senza paura che le cose non andavano bene, il solito sistema di disinformazione e i soliti politicanti facevano di tutto per evitare che si parlasse dei fatti e delle cose che stavano accadendo.

E bene, più il tempo passa e più i fatti vengono a galla. Il tutto nonostante si cerchi di dare poco risalto alle notizie che emergono in questi giorni. Ad esempio, ieri sera Giletti a La 7 ha fatto vedere degli sms tra Ranieri Guerra (vicedirettore vicario dell’Oms) e Silvio Brusaferro (ex capo dell’Iss oggi membro del Cts).

“Sono stato brutale con gli scemi del documento di Venezia” dice Ranieri Guerra a Brusaferro. Lo “scemo di Venezia” è Francesco Zambon, “colpevole” di aver redatto un report sulla gestione della pandemia in Italia per conto dell’Oms che avrebbe messo in grave imbarazzo il governo. Ranieri Guerra si sarebbe adoperato per far rimuovere il report, come lui stesso conferma a Brusaferro. Per questo motivo e per false dichiarazioni ai pm ora Ranieri Guerra è sotto indagine.

Aspetti inquietanti che dovranno essere approfonditi. Secondo me Brusaferro quantomeno dovrebbe dimettersi. Speranza, invece, dovrebbe spiegare se riesce. E veniamo all’amato Arcuri. Uomo difeso da Conte e dal Pd. L’ex commissario, cacciato da Draghi, sarebbe indagato per peculato per l’inchiesta sulle mascherine. Naturalmente vige il principio di non colpevolezza fino ad eventuale sentenza di condanna definitiva. Ma immaginiamoci se al posto di Conte ci fosse stato un altro politico a caso. Immaginatevi i titoloni e le puntate dei soliti talk show ormai stantii.

Ma non basta, ci sono altri casi che vengono fuori in questi giorni che passano volutamente in secondo piano o addirittura vengono omessi dal servizio pubblico. Lo scorso settembre l’ex premier Conte sceglieva la società cinese Dahua per installare 19 termoscanner nel palazzo del governo. Il problema inquietante è che la società già da tempo è bandita negli Stati Uniti ed è sotto osservazione in numerosi paesi europei per via di diverse vicende. Nel 2017, una società di cybersecurity trovava una backdoor nelle telecamere Dahua. La backdoor mandava dati a un “ignoto indirizzo IP in Cina”. L’anno dopo il governo americano ha proibito l’uso delle telecamere Dahua nei palazzi di governo.

Ed ancora, chi non poteva mancare se non il baffino di D’Alema nelle vicende politiche di Arcuri e Conte? Notizia di questi giorni vede il nome di Massimo D’Alema spuntare in una email acquisita agli atti del caso ventilatori polmonari per le terapie intensive made in China “sospesi” perché “privi del marchio Ce e non conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente”. Sarebbe interessante capire e sapere a quale titolo D’Alema interveniva in detti accordi.

Poi ci sarebbe il caso delle assunzioni miracolose nel Comune di Allumiere che vede coinvolta la Regione Lazio con nomi di politici del Pd e dei 5Stelle. Insomma, mentre buona parte dell’informazione in questi mesi era concentrata sempre e solo contro un politico a caso, l’Italia veniva gestita da personaggi che di certo dovranno rispondere del loro operato. Il tutto ricordando in maniera molto chiara che se ad oggi l’Italia ha notevoli ritardi per le vaccinazioni, per la gestione della pandemia, per la gestione delle risorse economiche e per il Recovery plan, il tutto deve essere imputato al Governo Conte e alle sue scelte.

E la responsabilità ha per questo nomi e cognomi precisi che pian piano anche le indagini stanno facendo emergere. E mentre l’Italia oggi è in grande difficoltà, i grandi problemi di Conte e Letta in questo momento sono quelli di gestire i rapporti con Casaleggio e i soldi che chiede per la sua piattaforma. I loro grandi problemi personali sono quelli di cercare di nascondere i loro grandi fallimenti e disastri. E di certo anche in questo caso il tempo sarà galantuomo.

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