È diventato virale il video social “I Mortali” dei due cantautori siciliani Colapesce Dimartino, in gara tra i Big al Festival di Sanremo, al via il 2 marzo, con il brano “Musica Leggerissima”. I due si incontrano e riflettono sulla loro esperienza pre sanremese. Snocciolano già chi vincerà il Premio della Critica, chi arriverà ultimo e soprattutto il loro quinto piazzamento, frutto di decisioni oscure dell’Udc e dei Cavalieri di Malta. La clip è firmata dal collettivo siciliano Ground’s Oranges composto da Zavvo Nicolosi, Jacopo ‘Gnomo’ Saccà, Marco Riscica, Dimitri Di Noto e Riccardo Nicolosi. Il collettivo nasce nel 2011 e Ground’s Oranges è la traduzione di “aranci n’terra” ossia “lo scarto, cosa di poco conto, visto che il nostro lavoro viene visto come spreco di tempo”, racconta a FqMagazine Zavvo Nicolosi che non solo si occupa di cinema e video ma è anche psichiatra. Ground’s Oranges ha collaborato soprattutto con artisti della scena indie da Gazzelle a Baustelle, passando per Zen Circus e soprattutto Dimartino e Colapesce. Il sodalizio con i due cantautori si concretizza nel 2012.

Come nasce l’idea di questa clip diventata virale?
L’idea di fare questa piccola clip sanremese è venuta a Dimartino e Colapesce mentre giravamo il video del brano sanremeseMusica leggerissima‘ tra Solarino e Floridia. Lo spunto era quello di raccontare la loro vigilia di Sanremo e così con tutto il collettivo ci siamo messi al lavoro sia sulle battute che l’ambientazione.

Dove avete girato?
Inizialmente saremmo dovuti andare a Milano poi per una serie di contingenze abbiamo dirottato il set nel siracusano. L’idea era quella di ricreare una situazione alla ‘Pulp Fiction’ di Tarantino, quindi di atmosfera cupa e avvincente.

Ma è vostra l’idea del Premio della Critica ad Aiello e dell’ultimo posto di Renga?
No (ride; ndr) quella è farina del sacco di Dimartino e Colapesce!

Loro si sussurrano il primo classificato del Festival, tu sai il nome?
No no quel nome lo sanno solo loro. Scherzi a parte, è una citazione chiara a Bill Murray che sussurra all’orecchio di Scarlett Johansson nel finaledi “Lost in Translation” di Sofia Coppola.

Questa è la prima clip di una serie?
Per ora c’è solo questa, poi può succedere di tutto strada facendo. Stiamo lavorando con Dimartino Colapesce già dalla scorsa estate con alcuni progetti ad hoc. Il primo li vedeva in una clip surreale girata nell’agrigentino poi ne è uscita un’altra stavolta musicale di venti minuti. Ci conosciamo dal 2012 e non ci siamo più lasciati. Ci conosciamo benissimo e quando dobbiamo metterci al lavoro andiamo col pilota automatico.

Quando nasce il collettivo Ground’s Orange?
Nel 2011 per amore del cinema. Io ho studiato alla scuola di cinema a Roma, ho lavorato anche a Cinecittà poi son tornato in Sicilia. Con un po’ di amici e abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura artistica. Oggi siamo in cinque fissi, all’inizio però è entrata ed uscita un po’ di gente.

Avete un lungometraggio nel cassetto?
Avremmo dovuto realizzarlo concretamente prima della pandemia. Adesso si tratta di aspettare e poi rimboccarsi le maniche. Però sì, un film lo abbiamo.

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