All’interno della maggioranza eterogenea del governo Draghi è già scontro su cantieri e opere. Da un parte la Lega tornata a rivendicare la “cancellazione del codice degli appalti“, sfruttando anche l’assist del sindaco dem di Firenze, Dario Nardella, che ne ha chiesto ‘una moratoria’. E con lo stesso Salvini a esultare: “Anche il Pd vuole cancellarlo, avanti con il modello Genova”. Dall’altra la smentita del Nazareno, che spinge invece per “completare la sua attuazione“. E lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando a negare che la posizione di Nardella sia quella del partito: “Il Pd non chiede di cancellare il Codice degli Appalti, lavora per semplificare le procedure, per ridurre il numero delle stazioni appaltanti, per superare la burocrazia difensiva“.

Parole alle quali il neo viceministro alle Infrastrutture e Trasporti leghista, Alessandro Morelli, ha tagliato corto, insistendo: “Vediamo, bisognerebbe chiedere agli italiani, le leggi non sono la Bibbia, si possono modificare”. Mentre per il M5s è il sottosegretario dello stesso ministero Giancarlo Cancelleri a rivendicare: “L’importante è restare dentro il cappello comunitario sugli appalti. Se c’è da rivedere qualcosa si può, ma sarà il ministro Giovannini a fare sintesi tra le diverse posizioni della maggioranza, troveremo un equilibrio”. “Sappiamo qual è la composizione di questo governo, ma sappiamo anche che ci sono tante questioni a cui dobbiamo dare delle risposte”, ha detto invece la viceministra alle Infrastrutture, Teresa Bellanova.

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