Soltanto 15 giorni fa rappresentava il 6% dei casi di contagio di coronavirus in Germania. Ma in sole due settimane la diffusione della variante inglese – nota con il nome scientifico B117 – è passata al 22%. Numeri che preoccupano il governo tedesco, dove il ministro della Salute Jens Spahn ha però sottolineato che nel paese – che è in lockdown dallo scorso 16 dicembre e l’ha prorogato fino al 7 marzo – si continua a registrare un calo dei casi di infezione. Nelle ultime 24 ore sono state registrate altri 3.856 contagi e 528 vittime, e complessivamente finora sono 66.164 i decessi su 2.350.399 contagi con circa 129.700 casi attivi. Spahn, incontrando la stampa, ha inoltre ricordato che un anno fa annunciò l’inizio della pandemia. “Il giorno dopo ero a Roma per parlare della situazione del Norditalia e di Bergamo, che è ancora oggi molto presente per noi”. “Un anno fa, ci sembra molto lontano. Abbiamo visto quante cose possono accadere in un anno. Non siamo solo in una pandemia, ma siamo in una delle fasi più delicate”.

Guardando invece alla Svezia, unico Paese al mondo che ha deciso di non introdurre misure obbligatorie e severe sin dalla prima ondata, il governo ha avvertito per la prima volta dall’inizio della crisi sanitaria di possibili lockdown locali, temendo l’aumento dei casi in alcune regioni dopo settimane di diffusione relativamente stabile del coronavirus. “La situazione è ancora grave”, ha detto la ministra degli Affari sociali Lena Hallengren, “c’è un chiaro rischio di una terza ondata”. La Svezia, ha aggiunto, non ha pianificato una chiusura oggi, ma “non intendiamo aspettare fino a quando sarà troppo tardi”. Il mese scorso, il Parlamento svedese ha adottato una legge temporanea contro la pandemia che consentirebbe, tra le altre cose, la chiusura di centri commerciali e negozi, l’interruzione dei trasporti pubblici e delle attività pubbliche. Per chi violi le regole è prevista una multa.

Australia Melbourne allenterà il suo terzo lockdown legato alla pandemia, dopo che le autorità hanno fatto sapere di aver contenuto i contagi per coronavirus legati a un hotel. Il premier dello Stato del Victoria, Daniel Andrews, ha dichiarato che la maggior parte delle restrizioni sulla pandemia a Melbourne sarà revocata alle 23:59 di oggi, dopo che non sono state rilevate nuove infezioni nelle ultime 24 ore. Il governo locale deve ancora dire se il pubblico sarà ammesso al torneo di tennis dell’Australian Open alle stesse condizioni precedenti il blocco di cinque giorni.

Nuova Zelanda – Il lockdown a Auckland terminerà a mezzanotte, ha annunciato il governo dopo aver concluso che l’epidemia di coronavirus era stata contenuta. “Questa è una buona notizia”, ha detto la prima ministra Jacinda Ardern. La più grande città della nazione è stata posta in lockdown domenica, dopo la scoperta di tre casi inspiegabili nella comunità. È stato il primo blocco in sei mesi nel Paese che finora è riuscito a eliminare con successo la diffusione della malattia. “Non abbiamo un focolaio diffuso, ma piuttosto una piccola catena di trasmissione che è gestibile dalle nostre normali procedure di tracciamento e test dei contatti”, ha detto Ardern. Alcune restrizioni restano tuttavia in vigore almeno fino a lunedì.

Giappone – Ha somministrato le prime dosi di vaccino contro il Covid-19 agli operatori sanitari, iniziando la campagna di vaccinazione considerata cruciale per lo svolgimento delle Olimpiadi di Tokyo. Il governo ha dato tardiva prima approvazione ai farmaci sviluppati e forniti Pfizer, già utilizzati in molti altri Paesi da dicembre. Le forniture di vaccini importati sono una delle principali preoccupazioni a causa della carenza e delle restrizioni in Europa, dove molti sono prodotti. Alcuni dei 40mila medici e infermieri di cento ospedali selezionati in tutto il Paese hanno ricevuto le prime dosi, con la seconda prevista il 10 marzo. Le vaccinazioni di altri 3,7 milioni di operatori sanitari inizieranno a marzo, seguite da circa 36 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni a partire da aprile. Le persone con problemi di salute preesistenti, così come i caregiver nelle case di cura e in altre strutture, saranno i successivi vaccinati, prima della popolazione generale.

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