Un architetto indagato per il crollo del Ponte Morandi come nuovo commissario straordinario per la ristrutturazione della caserma di polizia “Ilardi” di Genova, nonché per altri interventi edilizi su commissariati e caserme di Torino. Il governo annuncia la nomina e poi la ritira: in serata, infatti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha inviato una nota di rettifica al Dpcm trasmesso ieri al Parlamento in cui si precisa che per la riorganizzazione dei presidi di sicurezza a Genova e a Torino, in luogo dell’architetto Roberto Ferrazza, è designato commissario l’ingegnere Fabio Riva, attuale Provveditore interregionale alle opere pubbliche per la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Il nome di Riva è stato indicato dalla ministra Paola De Micheli in una lettera inviata al premier Conte.

Roberto Ferrazza, 66 anni, è infatti uno dei 71 indagati per il crollo del ponte Morandi: la procura di Genova lo accusa di non aver segnalato lo stato di degrado del viadotto quando, nel febbraio 2018, diede il via ai lavori di “retrofitting” (rafforzamento) dei piloni previsti per l’autunno successivo, mai eseguiti perché ad agosto la struttura cedette causando 43 vittime. Nel documento consegnato ad Autostrade e al Ministero dei Trasporti, infatti, Ferrazza e l’ingegner Antonio Brencich (anch’egli indagato) parlavano genericamente di “problemi agli stralli e al calcestruzzo”, con una corrosione dei cavi dei tiranti che andava dal 10 al 20%, senza però indicare la necessità di una chiusura al traffico immediata.

Subito dopo il disastro, il provveditore era stato nominato a capo della commissione ispettiva del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, per poi finire silurato “per ragioni di opportunità” dall’allora ministro Danilo Toninelli appena pochi giorni dopo, quando il suo nome era entrato nel registro degli indagati. Un trattamento di cui si era lamentato sui media nazionali: “Sono stato estromesso dall’incarico sui giornali, senza neppure una telefonata o una comunicazione ufficiale. Sono rimasto stupito per modi e contenuto”, diceva alla Stampa. Mentre al Corriere della Sera negava che la limitazione del traffico sul viadotto rientrasse nelle sue competenze: “Siamo allo scaricabarile, comunque accetto tutto. Mi vengono attribuiti questi poteri, vedremo. A me risulta di non averli, però posso sbagliarmi”.

La nomina di Ferrazza a Commissario per la ristrutturazione delle caserme di Genova e Torino era stata decisa dal governo sulla base del decreto legge 32/2019, contenente disposizioni per “l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”. Interventi caratterizzati – si legge nel testo – “da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale, per la cui realizzazione o il cui completamento si rende necessaria la nomina di uno o più Commissari straordinari”.

Sulle nomine dovranno esprimersi le Commissioni Trasporti e Bilancio di Camera e Senato entro 20 giorni dalla ricezione dell’atto del governo, inviato al Parlamento il 20 gennaio. La scelta dell’esecutivo, rivelata da Huffpost, aveva ovviamente fatto discutere: fonti di palazzo Chigi hanno detto al sito diretto da Mattia Feltri che i poteri sono stati assegnati “ai provveditori dove territorialmente si trovano le caserme”. Poiché Ferrazza occupa quel ruolo per Liguria e Piemonte, quindi, la scelta sarebbe stata obbligata. Inoltre, poiché l’architetto è prossimo alla pensione (prevista per marzo), decadrebbe in automatico anche dall’incarico commissariale. Poi però, in serata, il governo ha ritirato la nomina.

Aggiornata dalla redazione alle ore 22.54

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