Un parente di alcuni esponenti della cosca De Stefano sostiene di aver partecipato in passato a un compleanno di Silvio Berlusconi. Emerge anche questo sullo sfondo dell’inchiesta “Basso profilo” che ha portato all’arresto dell’assessore al Bilancio della Regione Calabria Francesco Talarico e che vede indagato il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa. “Siamo completamente… noi siamo, noi siamo il gruppo… diciamo, che seguiva Antonio dappertutto, andavamo… cioè per dirne una… andammo anche al compleanno di Berlusconi eh…”. L’Antonio nominato nell’intercettazione è l’ex senatore Antonio Caridi, imputato nel processo “Gotha”, in corso a Reggio Calabria, che gli è costato l’uscita definitiva dall’agone politico. A parlare, invece, è Natale Errigo, consulente di Invitalia ma soprattutto imparentato con esponenti della cosca De Stefano di Archi, a Reggio Calabria. Suo zio acquisito è Totò Saraceno, condannato per ‘ndrangheta nel maxi-processo “Olimpia” perché affiliato alla famiglia mafiosa dei De Stefano-Tegano.

Per la Procura di Catanzaro, Natale Errigo è il soggetto al quale l’imprenditore Antonio Gallo si è rivolto per raccogliere i voti, a Reggio Calabria, in favore di Francesco Talarico, candidato alle politiche del marzo 2018. Finito in carcere perché destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alfredo Ferraro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, Errigo è accusato di scambio elettorale politico-mafioso. I pm lo descrivono come un “professionista e consulente di Invitalia, società pubblica di enorme interesse nazionale, il cui vertice, assolutamente estraneo alla indagine, è stato nominato commissario straordinario per l’Emergenza Covid 19, a dimostrazione della importanza dell’incarico ricoperto dall’Errigo”. È lui, per i magistrati, il colletto bianco che “ha mostrato una non comune capacità relazionale interagendo con politici e faccendieri”.

Nel comunicato della procura si legge anche che Errigo “risulta essere stato nominato nella struttura del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e fa parte del team per la gestione della distribuzione cui è affidata, per l’appunto, la distribuzione dei prodotti (mascherine, dispositivi per la sicurezza individuale, il vaccino anti covid) nonché il contatto con i fornitori e con le strutture destinatarie”. Ulteriori informazioni le ha fornite la stessa Invitalia con un comunicato stampa, chiarendo che Errigo aveva la qualifica di “impiegato di 3° livello“. Un ruolo da cui è stato “sospeso“. Invitalia fa inoltre sapere di aver già avviato “un audit interno” e ha verificato che “non sussiste alcuna relazione né alcun rapporto economico o contrattuale tra le altre persone fisiche e le persone giuridiche oggetto delle indagini e la Struttura del Commissario all’emergenza”.

In Calabria c’è chi lo chiama “Nataluccio” e chi “Natalino”. Secondo i pm era qualcosa di più per un candidato di Lamezia Terme come Franco Talarico, che voleva essere eletto deputato e che, per farlo, avrebbe chiesto i voti della cosca De Stefano. I patti, stando alle carte, erano stati chiariti a Roma il 16 gennaio 2018. Nei pressi del Pantheon Talarico incontra il consulente di Invitalia Natale Errigo e l’imprenditore Antonio Gallo, il quale mette le carte in tavola: “Franco a noi ci serve… noi abbiamo bisogno di dare una mano a uno e poi di avere un riferimento… non possiamo fare le cose… nella massima trasparenza”. “È un do ut des” dice Errigo che, il 7 febbraio 2018, un mese prima delle politiche, spiega all’imprenditore Gallo le sue condizioni: “Allora io ti dico subito quelle che sono le mie necessità… io non ho nessuno (inteso verosimilmente come candidato di riferimento)… non ho nessuno… ma io dico… tu fai questo passaggio, vedi un attimo come… perché voglio dire a noi una persona qua ci fa comodo Antonio… ci fa comodo in tutto… a te ma anche a me… a tutti fa comodo avere una.. bravo… uno un problema va e parla… perchè… io ho necessità di avere un punto di riferimento”.

Errigo non vuole essere frainteso e mette subito le cose in chiaro con l’imprenditore, che caldeggia la candidatura a deputato dell’ex presidente del Consiglio regionale: “Ti dico subito che cosa ho… che cosa che cosa mi deve dare qui dovrebbe dare Franco Talarico qua… o… un incarico in un organismo di vigilanza… di una società, che è compatibile… ho tutti i requisiti… ho tutti i requisiti… ho tutti i requisiti… 7-8000… 9000 euro all’anno… che voti ho? tutta la mia famiglia Antonio… gli amici stretti… ad Archi (storica roccaforte delle famiglie ndranghetiste De Stefano e Tegano, ndr)… capito che ti voglio dire?… io scendo due giorni prima pure… per andare a raccogliere un po’ di voti… la gente mi sta chiamando ‘Natale a chi dobbiamo votare?’. Sabato mattina prima di andare a votare andiamo da Franco Talarico… io posso garantirti… e ti dico pure i nomi delle sezioni… ad Archi… dove io non parlo ne di 100 ne di 500… la mia famiglia, ci muoviamo sempre in trenta quaranta… onestamente… poi possiamo stare qui a dirci tutto quello che vogliamo… io quando mi viene nella testa, mi gira nella testa chiamo a questo e mi presento mi ha dato il numero Franco Talarico… quando mi gira, quando mi pare a me… nel frattempo prendo l’impegno personale di appoggiare tutto quello che gira su Franco Talarico… come non ci fa quello che ci deve fare… io vengo da te… io vengo da te…”.

Gallo comprende al volo la minaccia implicita di Errigo e lo rassicura di avere avvertito Talarico circa il terreno minato su cui si sta muovendo: “Io gli ho detto… (a Franco Talarico) vedi che io mi sto esponendo a Reggio… non vedere che vinci e ti dimentichi… che prendono e ammazzano me… chiaro… c’era pure Tonino (Pirrello l’altro imprenditore indagato, ndr) al discorso… non voglio che poi…”. Questa la presunta risposta del candidato, come riferisce l’imprenditore all’“arcoto” Nataluccio Errigo: “Datemi una mano che io sarò riconoscente perché i voti voi ce li avete non ce li ho io mi ha detto… non è che vado là e me ne scappo”.

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