In Germania sono già state vaccinate più di 78mila persone, in Italia oltre 8mila e qui meno di 200. La lentezza del piano elaborato da Parigi per immunizzare la sua popolazione contro il coronavirus sta scatenando fortissime polemiche in Francia, dove oggi l’Accademia Nazionale di Medicina ha scritto un appello ad accelerare la distribuzione dei vaccini. “Non c’è più tempo per aspettare”, scrivono gli esperti transalpini, criticando l’inizio “lentissimo” della campagna e giudicando “eccessive” le precauzioni del governo. Se in Germania l’esecutivo è sotto attacco perché stampa e opinione pubblica si aspettavano ancora più dosi fin da subito – in una situazione in cui i contagi e soprattutto i morti non accennano a calare – in Francia il governo viene criticato per una piano-vaccini modesto e poco ambizioso, che si pone come obiettivo di immunizzare appena un milione di persone a rischio entro la fine di febbraio.

La radio all-news France Info pubblica questa mattina la “classifica” delle vaccinazioni in Europa. Tralasciando il Regno Unito, già oltre quota 800mila per aver iniziato già a dicembre, solo la Germanie il Portogallo (con 16mila vaccinati) fanno meglio dell’Italia. Poi ci sono Danimarca e Austria sopra quota 6mila, gli altri molto più in basso. La Francia (i dati sono riferiti a mercoledì sera, ndr) è ferma a 138 vaccinati. La maggioranza prova a negare il problema: “Non possiamo giudicare la qualità di una maratona dopo un km di corsa”, ha detto il deputato Roland Lescure a France 2, assicurando che fino a 20 milioni di francesi saranno vaccinati entro la metà del 2021. Comunque pochi rispetto a una popolazione di circa 67 milioni di abitanti.

Il governo non lo ammette apertamente, ma uno dei problemi è proprio che, secondo i sondaggi, meno di un francese su due al momento ha intenzione di vaccinarsi contro il Covid. Per questo il ministro della Salute, Olivier Véran, difende la strategia di Parigi spiegando che “questo è il momento delle spiegazioni, il momento della pedagogia, raccogliamo il consenso delle persone prima che vengano vaccinate. Si tratta di costruire la fiducia“. La Germania, ha aggiunto il ministro francese, ha adottato un altro metodo istituendo dei “grandi vaccinodromi”, che possono essere più veloci, ma questa strategia, usata in Francia per i vaccini contro l’influenza A/H1n1 nel 2009-2010, “non funzionò”. Alla fine, “ciò che conta è che da qui a gennaio avremo recuperato il ritardo rispetto a tutti”, assicura Véran.

L’Accademia Nazionale di Medicina però smentisce l’efficacia della strategia decisa da Parigi, che prevede varie precauzioni durante la procedura di somminitrazione, con l’intento di dimostrare che il vaccino è sicuro. Questa “estrema cautela”, si legge nel comunicato, ha portato a un numero di vaccinati ad oggi difficile da difendere “rispetto ad altri Paesi europei”. “Adottate per rassicurare un’opinione pubblica conquistata dall’incertezza, queste precauzioni eccessive rischiano al contrario di dare adito a una crescente incomprensione nei confronti di una campagna il cui calcio d’inizio sembra privo di determinazione “, insiste l’Accademia. Che raccomanda quindi di “semplificare e accorciare il più possibile le procedure di vaccinazione nelle case di cura”.

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