I contagi che non accennano a calare, portando con sé un numero di decessi mai così alto. La rottura dell’argine delle case di riposo, dove a dicembre in Assia si contano l’86% del totale delle vittime del Covid. La prospettiva di un prolungamento del lockdown duro per tutta la Germania e, per finire, le polemiche che arrivano dalla stampa di destra e di sinistra per come viene condotta la campagna di vaccinazione. Dopo gli elogi per la gestione della prima ondata della pandemia, il governo tedesco conclude il 2020 più che mai in difficoltà. Oggi alle 20 in diretta nazionale verrà trasmesso l’ultimo discorso di fine anno della carriera politica della cancelliera Angela Merkel, nel giorno in cui sul sito della Bild – giornale conservatore e quindi vicino alla Cdu al governo – capeggia un attacco frontale all’operato di Berlino: “Cancelliera, così nel 2021 non si può andare avanti“. Il paradosso è che nel Paese sono già state vaccinate quasi 80mila persone: in Francia, dove a sua volta il governo è sotto attacco per il suo piano vaccini, le persone hanno ricevuto una dose sono meno di 200.

La pandemia continua a colpire in Germania come mai fino ad ora, nonostante il lockdown duro sia in vigore da due settimane. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 32.552 nuovi positivi e 964 decessi a causa del virus, numero che fa salire a 33.071 il totale dei morti: il 30 novembre erano 16.248. Significa che la Germania ha avuto solo a dicembre più decessi Covid che in tutto il resto dell’anno. Media e opinione pubblica si chiedono perché, ma gli attacchi all’esecutivo di Berlino riguardano soprattutto le falle nell’arrivare ad avere la soluzione: un vaccino per tutti. Oggi Der Spiegel – più vicino ai socialdemocratici, sempre al governo – scrive che il governo sta “deludendo milioni di anziani”, denunciando caos nell’organizzazione e disagi per le persone che stanno cercando di ottenere un appuntamento e ricevere la loro prima dose. Oltre a sostenere apertamente che “la Germania ha perso il controllo del virus”. Tirato per la giacca a Bruxelles, dopo il colpo basso dell’acquisto di 30 milioni di dosi extra da Biontech, il governo subisce una fortissima pressione interna per andare nella direzione opposta. Ovvero proseguire in autonomia e avere subito più fiale di vaccino per tutti.

La situazione nelle Rsa – La principale critica che la Bild rivolge al governo, dopo il “caos sui vaccini”, è la protezione degli ospiti delle Rsa tedesche. Secondo i dati del giornale più letto in Germania, la maggior parte dei morti Covid di dicembre sono pazienti e anziani che vivevano appunto nelle Rsa. In Assia solo a dicembre ne sono deceduti 1.043 su un totale di 1.216 morti: l’86 per cento. Nel Nord-Reno Vestfalia più di una vittima su due (il 55%) era residente in una casa di cura o di riposo. Il Tagesspiegel, il più autorevole quotidiano della capitale, racconta che a Berlino è successo lo stesso e denuncia che solo nelle prime due settimane di dicembre ci sono stati quasi 1.400 nuovi casi nelle Rsa. Un allarme che l’emittente Ard e la Süddeutsche Zeitung avevano già lanciato a inizio mese, quando secondo le loro verifiche c’erano persone positive al Covid in più di mille case di cura e di riposo per anziani. La Renania-Palatinato, Amburgo, il Nord-Reno Vestfalia e Brandeburgo i Länder più colpiti. A un mese di distanza il numero dei morti conferma le ragioni di quelle preoccupazioni.

Gli altri fattori – I morti tedeschi di dicembre sono in generale la conseguenza del boom di positivi che la Germania ha registrato da dicembre in poi: il lockdown light che era stato introdotto a inizio novembre non è stato sufficiente a far abbassare la curva epidemica, mentre nel frattempo anche il tracciamento tedesco – quello che durante la prima ondata aveva permesso a Berlino di tenere il virus sotto controllo – era definitivamente saltato. La reazione del governo è arrivata solo a metà dicembre, quando ormai i numeri erano troppo alti. Per l’impennata di casi e poi di morti c’è anche un altra possibile spiegazione: l’arrivo della variante inglese del Covid già da novembre. E poi il caso della Sassonia, dove si registrano più di 70 vittime del Covid ogni 100mila abitanti. Senza dimenticare che anche il sistema sanitario tedesco è in gran difficoltà per via del costante aumento dei positivi che ha portato a 5.600 posti letto occupati nelle terapie intensive e a un crescente numero di medici e infermieri a loro volta contagiati.

Il caso vaccini – Anche per questo la stampa – di ogni colore politico – attacca il governo sul piano vaccini. Der Tagesspiegel in edicola denuncia che alcuni ospedali di Berlino – tra quelli più in sofferenza – non sanno ancora quando riceveranno le prime dosi per gli operatori sanitari, cruciali per immunizzare il personale e poter continuare a curare i malati. Il ministro della Salute Jens Spahn aveva annunciato prima di Natale l’arrivo di 1,3 milioni di dosi entro fine anno. E poi a gennaio 670mila dosi a settimana. Nascondendo però un aspetto: la scorta da 1,3 milioni serve a coprire anche i primi 7 giorni del nuovo anno, è solo una consegna in anticipo. Una circostanza che rischia di creare non pochi problemi ai centri di vaccinazione che, denuncia la Bild, potrebbero anche essere costretti a fermare la loro attività per qualche giorno. Senza dimenticare le falle nella gestione della catena del freddo denunciate dalla Bayerischer Rundfunk nel primo giorno di vaccinazioni in Baviera. Il governo mostra i numeri: già più di 78mila vaccinati con la prima dose. Ma deve accelerare, perché le critiche non arrivano più solo dall’opposizione. “I vaccini sono pochi – si è lamentato il potente governatore bavarese della Csu Markus Soeder, fra i papabili per la candidatura alla cancelleria nel 2021 – Il ritmo di produzione va rafforzato“.

La proroga del lockdown – La Germania sta affrontando un regime di “lockdown duro” dal 16 dicembre, dopo il fallimento della scelta ‘light. L’allentamento delle misure era inizialmente previsto per il 10 gennaio, ma sembra che le autorità tedesche stiano pensando di estendere le restrizioni di almeno altre 2 o 3 settimane. A riportare le intenzioni del governo tedesco è sempre la Bild. Secondo la testata tedesca, i leader federali e regionali hanno discusso in una riunione virtuale del 30 dicembre della possibilità di prorogare il blocco di altre due o tre settimane, al 24 o al 31 gennaio. I partecipanti avevano posizioni diverse su una serie di questioni riguardanti le restrizioni in corso, in particolare l’estensione della didattica a distanza per le scuole. Il 5 gennaio la cancelliera Merkel incontrerà i governatori degli stati federali per decidere il da farsi. Merkel, in precedenza, aveva stabilito di revocare il blocco quando i tassi di infezione sarebbero scesi sotto 50 casi ogni 100 mila persone, un dato raggiunto per ora solo in pochissime zone. “Non credo di esagerare quando dico che mai negli ultimi 15 anni abbiamo vissuto un anno così difficile e mai abbiamo aspettato il nuovo anno con così tanta speranza“, ha detto la cancelliera nelle anticipazioni del suo ultimo discorso di fine anno da cancelliera.

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