Il Senato ha confermato la fiducia al governo sulla manovra, con 156 voti a favore, 124 contrari e nessun astenuto. La legge di bilancio 2021 da circa 40 miliardi di euro è quindi approvata in via definitiva dal Parlamento. Tuttavia la partita non è ancora del tutto chiusa. Già oggi dovrebbe arrivare un decreto con alcune correzioni sulle disposizioni che riguardano il cuneo fiscale, ossia la differenza tra stipendio lordo e quello che un lavoratore riceve effettivamente in busta paga, dopo che sono state pagate tasse e contributi. Il correttivo si è reso necessario perché nel testo finale il comma che disciplina la stabilizzazione dell’aumento del “bonus Renzi” da 80 a 100 euro fa riferimento per errore a un solo semestre del 2021. Ampliando la misura all’intero anno il vantaggio per i beneficiari (ossia redditi tra 28 e 40mila euro lordi annui) sarebbe stato di 600 euro e non di 1.200. In una fase successiva, a gennaio, dovrebbero poi arrivare ulteriori interventi di perfezionamento sul capitolo Industria 4.0 ossia le agevolazioni fiscali per gli investimenti delle aziende che si ammodernano.

“La manovra si prende cura dell’Italia per renderla più forte ed è migliorata durante il suo iter parlamentare” ha affermato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, dopo l’approvazione. Prima del voto l’intervento in aula del leader di Italia Viva Matteo Renzi. “Italia viva dice sì alla manovra per lealtà istituzionale ma denuncia i tempi compressi al Senato e afferma che dal rispetto delle forme democratiche deriva la credibilità delle istituzioni che viene messa duramente alla prova”, ha affermato Renzi. “A chi ci viene a dire ‘siete irresponsabili perché mettete in discussione la stabilità’, rispondo che io ho lavorato perché si proseguisse l’esperienza di legislatura perché pensiamo sia un valore la stabilità ma c’è una differenza epocale tra la stabilità e l’immobilismo. Come in una bicicletta l’equilibrio si tiene se ci si muove o l’immobilismo fa terminare la vita della legislatura. Ecco perché abbiamo chiesto chiarezza”, ha continuato Renzi. Il senatore di Rignano sull’Arno è poi tornato sulla possibilità di accedere ai fondi del Mes per la sanità. Risorse con cui, a suo dire, “possono cambiare la storia della sanità italiana”.

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