La partita è finita: la maggior parte dei prefetti ai quali il 3 dicembre scorso con il Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, era stato dato il compito di risolvere la questione dei trasporti e degli scaglionamenti degli ingressi delle scuole, per assicurare il ritorno in classe al 50% degli studenti, hanno approvato in queste ore il piano che permetterà il riavvio dell’anno in presenza il prossimo 7 gennaio.

L’idea della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e della collega degli Interni, Luciana Lamorgese, di istituire in ogni territorio un tavolo di lavoro coordinato dai rappresentanti del governo ha dato i suoi frutti. Le task force formate dai direttori degli uffici scolastici regionali e territoriali; dal presidente della Provincia o dai sindaci delle Città Metropolitane, dagli altri primi cittadini eventualmente interessati; dai rappresentanti del ministero dei trasporti, delle Regioni e dalle aziende di trasporto locali, hanno lavorato per oltre quindici giorni al fine di arrivare al 23 dicembre con le idee chiare.

Diverse le soluzioni messe in campo. A Torino il prefetto Claudio Palomba è soddisfatto: “Abbiamo chiuso ieri sera. Assicureremo la presenza con due turni di ingresso, alle otto e alle dieci. Ci sarà un rafforzamento delle linee e un potenziamento dei mezzi soprattutto nel capoluogo piemontese. Ogni quindici giorni monitoreremo la situazione e se necessario siamo pronti a modificare il piano”. Nessun cambio degli orari dei negozi, invece.

Una decisione diversa da Milano dove cambierà la mobilità perché anche gli esercizi commerciali apriranno alle 10. Nel capoluogo lombardo 800 corse saranno destinate agli studenti delle superiori e ci saranno cento bus-navetta tra i 32 poli scolastici e i capolinea delle metropolitane. Prefetto, Comune e Ats hanno lanciato la campagna “Orari diversi per un obiettivo comune” chiedendo ai passeggeri di non viaggiare tra le 7 e le 9,30, se non per necessità lavorative, per lasciare spazio ai ragazzi che vanno a scuola. Anche a Lodi gli studenti saranno scaglionati su due turni, con un intervallo di 90 minuti. Stessa soluzione a Pavia.

Anche a Genova ieri in prefettura si sono chiusi i lavori della task force. Ingressi in classe in due momenti: dalle 7,45 alle 8 e dalle 9,30 alle 9,45. L’orario di uscita non sarà mai oltre alle 16. L’Azienda mobilità e trasporti ha organizzato 12 percorsi dedicati ai ragazzi con 32 mezzi. E per gli altri passeggeri ha messo in campo 40 bus. L’Atp ha portato da 160 a 190 le corse con tre pullman in più affittati dai privati. Anche Trenitalia ha incrementato i treni nella fascia dalle sette alle nove. Altra novità importante: i volontari della protezione civile si posizioneranno nelle zone più critiche della città per evitare gli assembramenti dei ragazzi.

Anche a Bolzano sono pronti: ci saranno 115 bus aggiuntivi per le scuole superiori. Ma accanto allo sforzo organizzativo sono previsti anche più verifiche e d’ora in poi i controllori dei biglietti potranno multare gli studenti che non indossano la mascherina.

Nella città metropolitana del capoluogo emiliano romagnolo i 30 mila allievi che torneranno a scuola entreranno in due ore differenti: le 8,15 e le 9. Uscita pure scaglionata: 12, 30 e 14. A Bologna il prefetto Francesca Ferrandino ha firmato il piano che prevede l’aggiunta di 33 autobus. A Reggio Emilia i mezzi in più saranno 19 con la campanella che suonerà tra le 8 e le 10. A Ferrara e provincia gli ingressi e le uscite saranno cadenzati ogni cinque minuti. Non solo: anche qui la prefettura ha annunciato più controlli grazie a volontari e vigilanti privati. A Ravenna, ci saranno 24 bus in più ma non cambieranno gli orari degli ingressi in aula.

Problemi, invece, a Rimini dove i presidi si sono opposti all’idea degli ingressi scaglionati. Anche nelle Marche, ad Ancona, i dirigenti scolastici si stanno opponendo all’idea degli ingressi diversi. Intanto dal 7 gennaio partirà una sperimentazione sulla linea 6: un servizio di trasporto a chiamata dedicato ad un migliaio di ragazzi della media “Donatello” e dei licei “Savoia Benincasa”, “Rinaldini” e “Mannucci”.

Tutto ok anche a Firenze. Nel capoluogo toscano gli orari di ingesso e uscita delle superiori saranno scaglionati e alle fermate più critiche ci saranno gli steward per evitare gli assembramenti. E in soccorso dei trasporti arrivano i bus jolly, mezzi aggiuntivi da impiegare in caso di necessità.

Nel Lazio ci saranno due fasce orarie d’ingresso: le 8 e le 10. La Regione intanto ha annunciato che saranno noleggiati bus turistici e ci saranno 130 verificatori per il controllo della capienza del 50% sui mezzi.

Infine la Puglia. Le scuole dovranno organizzare gli ingressi scaglionati nell’arco di 140 minuti: è questo il tempo calcolato per acconsentire ai mezzi di viaggiare alleggeriti. Nel capoluogo regionale l’Azienda Mobilità e Trasporti Autofiloviari di Bari metterà a disposizione due corse per ogni linea scolastica saranno inoltre potenziate le corse più frequentate dai ragazzi.

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