Il più bel dono per Natale: ieri i pescatori di Mazara del Vallo hanno riabbracciato le famiglie. Incubo finito. Il governo mostra legittima soddisfazione. Il premier Conte e il ministro degli Esteri Di Maio sono addirittura volati a prenderli, forse un unicum nella narrativa delle liberazioni di questo e dei governi precedenti. Un lavoro sotto traccia, delicato e che forse si è intrecciato con i precari equilibri regionali, da Al Sisi in avanti. L’attendismo sul caso Regeni potrebbe avere questa spiegazione.

Ieri sera il ministro Di Maio a Che tempo che fa, dopo aver elencato i concittadini riportati a casa nell’ultimo anno, ha ribadito che il governo e il suo ministero continuano a lavorare per liberare Patrick Zaki e anche per ottenere che Chico Forti possa tornare in Italia. Lo aveva già dichiarato venerdì sera al Tg1. Ieri ha aggiunto un nome, quello di Mario Paciolla, “suicidato” in Colombia l’estate scorsa, su cui si desidera giungere a una verità non di facciata. Senza dimenticare, ovviamente, Giulio Regeni.

Ottimo. Speriamo ci si riesca davvero, a concretizzare tutti questi obiettivi. Ma c’è un ma. Manca un nome. E la sua assenza è, purtroppo, più eloquente di mille parole. Ministro Di Maio, perché nemmeno una parola su padre Paolo Dall’Oglio? È legittimo dedurre che, se lei non lo ha nominato, è perché non è più in vita? Nonostante le notizie che di tanto in tanto in questi lunghi sette anni sono tornate a far sperare, la possibilità più concreta e realistica è che padre Dall’Oglio sia stato ucciso. Il fatto che lei, fra gli obiettivi prossimi venturi, abbia taciuto il nome del gesuita non farebbe che confermarlo implicitamente.

Ma allora, per Natale, non sarebbe un regalo auspicabile anche avere verità sulla sorte di abuna Paolo? Se il governo ha gli elementi per ritenere che Dall’Oglio non possa più essere liberato, sarebbe giusto saperlo. Un regalo amaro, certo, ma sempre meglio del limbo infinito in cui la famiglia, ma anche i tanti amici e sostenitori di quest’uomo di pace si trovano. E si saprebbe con certezza, quanto meno, che per la pace padre Paolo ha consapevolmente dato la vita.

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