Al lavoro per “riportare quanto prima in classe studentesse e studenti” che al momento stanno facendo didattica digitale a distanza, un obiettivo per il quale la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ritiene “scontato” che trovi “tutti d’accordo” e al quale “tutti collaborino”. In vista dell’arrivo del nuovo Dpcm che aggiornerà l’ultimo in scadenza il 3 dicembre, la ministra respinge la ‘rassegnazione’ a far rientrare gli alunni in classe dopo le festività natalizie. Al momento tutti gli studenti delle scuole superiori sono in didattica a distanza, mentre a seconda delle zone – gialle, arancioni e rosse – in cui si trovano le Regioni, anche gli studenti dalla seconda media sono ‘costretti’ alle lezioni da casa. In altri casi, come la Campania e la Puglia, ordinanze regionali disciplinano la chiusura anche delle elementari.

Proprio la Regione Campania lunedì deciderà su un eventuale ritorno in presenza della scuola dell’infanzia e le prime classi della scuola primaria, eventualità ipotizzata per martedì 24 novembre. Tutto dipenderà dai risultati dello screening volontario in corso da giorni su operatori scolastici e piccoli alunni: sulla base dei dati verranno assunte le decisioni in merito alla riapertura delle attività in presenza. Azzolina ha respinto i retroscena di alcuni quotidiani secondo i quali al ministero ritengano “troppo vicina” la data del 4 dicembre per programmare un rientro in classe e si dia “per scontato” che anche a dicembre gli studenti resteranno a casa. “L’unica cosa per me scontata – sottolinea la ministra su Facebook – è che siano tutti d’accordo, e che tutti collaborino, per riportare quanto prima in classe studentesse e studenti che al momento stanno facendo didattica digitale a distanza. Io sto lavorando per questo”.

“Tutta la struttura ministeriale, insieme agli uffici territoriali”, ha spiegato il ministero in una nota, “sta lavorando per riportare in classe quanto prima studentesse e studenti che al momento sono in didattica digitale. Tutto ciò nella convinzione, espressa con chiarezza in questi giorni anche dal Comitato Tecnico Scientifico del ministero della Salute e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che una chiusura prolungata delle scuole possa produrre un impatto negativo sui nostri studenti, dal punto di vista psicologico e della dispersione scolastica”.

Favorevole a un rientro almeno parziale anche la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. “Quel che avviene in Consiglio dei ministri è riservato. Per quanto mi riguarda, la posizione mia e di Italia Viva sulla scuola è chiara e nota da tempo. Nessuno ha deciso che le scuole non riapriranno prima di gennaio. Anzi mi aspetto un piano di organizzazione per arrivare a riportare dal 3 dicembre, quando scadrà il Dpcm, i ragazzi delle classi che ora sono in dad ad una didattica integrata almeno al 50% di presenza”, ha spiegato Bonetti. “Doveva già essere fatto prima, anche questo Italia Viva chiede pubblicamente da tempo, e mi aspetto comprenda la pianificazione dei trasporti e dei servizi sanitari per la scuola, a partire dai tamponi – aggiunge Bonetti – La didattica in presenza è fondamentale anche per gli adolescenti così come lo è la continuità educativa, lo ha detto chiaramente lo studio del Gruppo di lavoro per l’emergenza Covid che ho istituito nel mio Ministero all’interno dell’Osservatorio per l’Infanzia e l’Adolescenza”.

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