Dal pomeriggio del venerdì 20 novembre quasi metà della popolazione scozzese entrerà in un lockdown. L’esecutivo locale, guidato dal Primo Ministro indipendentista Nicola Sturgeon, aveva seguito finora una strategia diversa rispetto al confinamento nazionale imposto dal governo centrale di Boris Johnson in Inghilterra. Sturgeon ha annunciato oggi il passaggio al livello 4 d’allerta coronavirus, il più grave nella scala introdotta in loco, in 11 diversi territori scozzesi, inclusa la maggiore area urbana, quella di Glasgow. Le misure prevedono lo stare in smartworking il più possibile, il divieto di visitare le case di altre persone, limita a sei il numero massimo di parenti che si possono incontrare e lascia aperti sotto i negozi essenziali, chiudendo parrucchieri, estetisti, palestre, luoghi di intrattenimento o attrazioni varie, prevede inoltre lo stop a ristoranti, pub, caffè se non per il takeaway e proibisce gli spostamenti tra città se non per specifiche eccezioni. Nessuna chiusura, invece, per scuole e università, diversamente dal Regno Unito. “Il livello 4 è stato pensato per essere breve ed avere un’efficacia per il Natale e prima di addentrarci nell’inverno. Speriamo, inoltre, che questo ci consenta di allentare le restrizioni prima delle festività, come tutti nel Regno Unito vorrebbero fare”, ha dichiarato la prima ministra.

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