Una protesta in drive-in davanti alla Cittadella della Regione Calabria per chiedere al governo di intervenire sulla sanità calabrese prima che sia troppo tardi. L’appuntamento, promosso dal comitato cittadino Sana Calabria, è per il 14 novembre alle 18.30: i manifestanti esprimeranno il loro dissenso restando dentro le proprie automobili e a colpi di clacson. Tra le organizzatrici della protesta anche Jasmine Cristallo, nota per essere tra le principali esponenti delle Sardine: “Questa manifestazione esula dalla mia appartenenza politica”, ha spiegato a ilfattoquotidiano.it. “Partecipo come calabrese, come una cittadina che ha paura e che si sente inascoltata”.

Nel corso del drive-in di protesta, che durerà circa mezz’ora, gli organizzatori faranno scorrere su un maxi-schermo tutte quelle che ritengono le “figuracce” fatte dalla classe dirigente della Calabria nelle ultime settimane: “Dall’ex commissario alla sanità Cotticelli che per rimediare alla sua pessima figura ha detto di essere stato drogato, al nuovo Zuccatelli che non crede nell’uso della mascherina”, ha continuato Cristallo. “Noi calabresi siamo stanchi, abbiamo nove Asl commissariate, di cui due per mafia. Abbiamo bisogno che il governo ci aiuti: siamo disperati”. Per risolvere la situazione Cristallo, insieme agli altri organizzatori della protesta Antonio Pintimalli, Barbara Rosanò e Gian Michele Bosco, chiedono al governo di nominare un altro commissario alla sanità: “Gino Strada è quello che ci serve: per la sanità chiediamo equità, uguaglianza e universalità”, conclude.

La Calabria è da giorni al centro delle polemiche dopo che, solo una settimana fa, il commissario Cotticelli, intervistato da Rai3, ha dichiarato di non sapere che avrebbe dovuto preparare un “piano Covid”. Salvo poi, dopo essere stato “sostituito con effetto immediato”, dire che quel giorno “non era lucido”. I problemi però non sono finiti con la sostituzione: il neo nominato al posto di Cotticelli, Zuccatelli è stato contestato per alcune sue frasi di maggio scorso che sminuivano la portata del virus e l’utilizzo delle mascherine. Per questo, uno dei nomi evocati insistentemente per un intervento immediato è stato proprio quello di Gino Strada: stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni lo ha chiamato anche Giuseppe Conte, ma dopo quel confronto non ci sarebbero state ulteriori evoluzioni.

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