La Calabria “zona rossa” non ha più un commissario alla Sanità. E’ stato licenziato, anzi si è dimesso, per una surreale testimonianza di incompetenza. In carica da due anni come plenipotenziario della dissestata sanità calabrese, Saverio Cotticelli scopre solo adesso, davanti alle telecamere di un giornalista di Titolo V (RaiTre), di essere stato incaricato dal governo anche del “Programma operativo per la gestione dell’emergenza Covid“. Il Commissario legge l’atto ripescato nell’archivio come fosse la prima volta: “Sono io”, ammette poi e impacciato cerca di correggere il tiro dicendo di essere sul punto di realizzarlo: “La settimana prossima è pronto”. E poi aggiunge sconsolato: “Cosa vuole che le dica, dottore, tanto io domani mattina sarò cacciato”. E infatti, l’indomani, annuncia dimissioni, ma solo dopo che sul caso è intervenuto addirittura il capo del governo Conte annunciandone la rimozione al primo atto utile.

https://www.raiplay.it/video/2020/11/Calabria-zona-rossa—Titolo-Quinto-ad6e7cec-d5d9-47cb-ad70-599bdc7d62d6.html

Sul caso era intervenuto anche il ministro per il Mezzogiorno Beppe Provenzano con un post su Facebook che non lasciava margini: “L’attuale Commissario alla Sanità in Calabria non può restare al suo posto un minuto in più. Il Governo darà corso alla nuova nomina, sulla base del nuovo commissariamento deciso in CdM. La Zona Rossa però è il frutto non di una decisione politica, ma di un RT elevatissimo e di gravi inadempienze nell’organizzazione regionale, nonostante le importanti risorse stanziate in questi mesi”. A stretto giro l’intervento di Conte in una nota che ufficializza la prossima defenestrazione: “Va sostituito con effetto immediato – si legge – . Anche se il processo di nomina del nuovo commissario prevede un percorso molto articolato, voglio firmare il decreto già nelle prossime ore”.

Saverio Cotticelli, generale dei Carabinieri in pensione, è stato incaricato a dicembre del 2018. E’ solo l’ultimo di una serie di commissari che in 11 anni non sono stati capaci di centrare l’obiettivo per cui erano stati incaricati: portare a termine il piano di rientro. Tanto che l’emergenza nell’emergenza continua. Il governo gli aveva rinnovato la fiducia giusto tre giorni fa, quando ha approvato in Cdm il “Decreto Calabria” bis che proroga e rafforza la gestione straordinaria della sanità per i prossimi tre anni, rinnovando quello varato a fine dell’anno scorso. Che il plenipotenziario della Sanità calabrese però non sapesse neppure le sue competenze nella più grande emergenza di sempre è effettivamente “straordinario”, come il fatto che non riuscisse a indicare i posti di terapia intensiva attualmente disponibili nella regione.

Il vice, interpellato sul punto, non fa una figura migliore. “La devi finire! Quando fai queste cose devi andare preparato”, gli dice fuori campo il sub commissario Maria Crocco che è nella stanza a fianco e smentisce ogni cifra azzardata alla rinfusa dal suo capo. “Quanti posti letto di terapia intensiva abbiamo attivato, Marì?», chiede il generale. Lei ribatte: “Non ne hai attivati, sono quelli che hai previsto nel piano”.

Puro teatro dell’assurdo. Che termina con una terza voce che segna l’atto finale. Fa il suo ingresso anche una terza persona a sostenere che i posti letto attualmente attivati sono 55, per un totale di 161. «La fonte di questa informazione chi è?», domanda il giornalista in un carosello tragicomico. “No, io faccio un altro mestiere, faccio l’usciere”.

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