Pesante come un panino salsiccia e peperoni alle 3 del mattino, ammaliante come il canto delle sirene di Ulisse. A ogni pagina si attorcigliano le budella, riga dopo riga si viene presi da un senso di nausea e smarrimento. Eppure non si riesce a staccare gli occhi da quelle parole stampate con l’inchiostro nero. Ohio (Einaudi) è così: ti trascina con sé nel baratro mentre sei immerso nel quotidiano, ti risucchia come un vortice e ti risputa fuori 544 pagine dopo con la testa completamente frullata. Ohio non è solo il notevole romanzo d’esordio di Stephen Markley ma è un capolavoro selvaggio, arrabbiato e devastante, che racchiude in sé uno spaccato dell’ultimo decennio che arriva dritto al cuore. C’è tutta l’America e la sua essenza in questo libro: la disoccupazione, la dipendenza, il terrorismo, la sessualità, la religione e il sesso. Tutto succede in una notte d’estate: quattro ex compagni di liceo si ritrovano per caso nella cittadina dell’Ohio dove sono nati e cresciuti insieme e che hanno lasciato da tempo. Ciascuno racconta la sua storia e un pezzo di verità, tra ricordi d’infanzia, feste del liceo identiche a quelle viste in tanti film americani, sesso, sbornie colossali e primi approcci alle droghe. Esistenze che si sono intrecciate indissolubilmente e che ora, prima dell’alba, scopriranno il segreto che le ha segnate. Così cala il sipario su New Canaan, periferia della periferia degli Usa, cittadina anonima e “dimenticata da Dio” come tante nello sterminato continente americano. Segnata dalla crisi economica e generatrice di ragazzi cresciuti allo sbando, con il mito della carriera militare. I personaggi, principali e secondari, si raccontano in presa diretta, con flashback continui tra presente e passato delle loro vite al limite, divorati dalle droghe e dalla ricerca di quella luce in fondo al tunnel che sembra non arrivare mai. E per quanto tutti, subito dopo il diploma, abbiano cercato di scappare da New Canaan, non sono riusciti a tagliare il cordone ombelicale che li lega atavicamente ad essa, finendo risucchiati da una serie di eventi interconnessi che li portano fino alla scioccante conclusione. È pura narrativa americana che sfocia in thriller quasi all’improvviso, a sorpresa, spiazzando il lettore. Questo libro è un fiume in piena e travalica ogni genere letterario. Markley è al suo primo romanzo ma non si direbbe: racconta la vita vera, di persone vere con i loro fallimenti, scegliendo con cura ogni parola per ferire, come lame che pugnalano il cuore. Voto (inevitabile e liberatorio): 10

Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti, da Ohio di Markley a Tornare a casa di Hansen

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