Donald Trump lascerà l’ospedale alle 18.30 americane, le 00.30 in Italia. Lo ha annunciato lui stesso con un tweet dopo la riunione tra il suo staff e i medici del Walter Reed Hospital. Un’ipotesi, quella delle dimissioni, che era già circolata nella serata di ieri, dopo giorni in cui si è temuto per la salute del presidente americano. “Lascerò il grande Walter Reed Medical Center oggi alle 18.30 – ha scritto il tycoon – Mi sento molto bene! Non abbiate paura del Covid. Non lasciate che domini le vostre vite. Abbiamo sviluppato, sotto l’amministrazione Trump, ottime cure e conoscenze. Mi sento meglio di 20 anni fa!“. Più cauti i medici: “Non ha complicazioni respiratorie e le sue condizioni migliorano, ma non è ancora fuori pericolo“, dicono dallo staff del Walter Reed Medical Center.

Una notizia importante non solo per la salute del presidente, ma anche per la sua campagna elettorale, a meno di un mese dalle elezioni presidenziali nelle quali sfiderà il candidato democratico Joe Biden. The Donald non potrà ancora riprendere i propri comizi e le apparizioni tv, visto che dovrà svolgere il periodo di isolamento domiciliare fino a quando non si sarà negativizzato, ma avrà sicuramente maggiore libertà di comunicare. Inoltre, potrà cercare di recuperare la sua immagine di uomo forte che non teme la pandemia, decisamente compromessa dopo la notizia del contagio.

Ma nella giornata è esplosa la polemica dopo la decisione del tycoon di uscire dalla struttura per salutare i suoi sostenitori, arrivati per manifestare il loro sostegno. Nel pomeriggio italiano è arrivata la notizia, rilanciata da Cnn, che alcuni degli agenti dei servizi segreti che hanno accompagnato Trump nei suoi recenti (e sconsigliati) spostamenti sono risultati positivi al coronavirus. Intanto, si allarga il focolaio scoppiato all’interno della Casa Bianca: anche la portavoce Kaleigh McEnany ha annunciato di essere positiva, insieme ai suoi due vice Chad Gilmartin e Karoline Leavitt, facendo salire a 13 il numero dei membri della cerchia di Trump infettati.

Il giro in auto fuori dall’ospedale: “Azione e messaggio pericolosi”
La decisione di uscire dall’ospedale per una visita ai supporter rappresenta un nuovo, duro colpo alla credibilità del presidente in tema di coronavirus, già indebolita dalla minimizzazione della pandemia e dal suo successivo contagio. Anche perché, adesso, ad alzare la voce sono proprio alcuni membri del Secret Service, costretti a lavorare di più per coprire le assenze di coloro che sono finiti in isolamento: “Non avrebbe dovuto accadere”, ha denunciato un agente in servizio dopo lo show di ieri e sottolineando che ai due colleghi che si trovavano in auto con il presidente non è stato chiesto di mettersi in quarantena. “Non vorrei trovarmi accanto a loro”, ha aggiunto. “La frustrazione per il modo in cui siamo trattati quando vengono prese decisioni su questa malattia è iniziata prima di ieri. Non siamo merce usa e getta. Non possiamo dire di no”, aggiunge un altro agente, ora in pensione, spiegando che i colleghi possono rifiutarsi solo di svolgere attività che creino pericolo per il presidente, ma non per loro. Notizie che hanno costretto la Casa Bianca a precisare che sono state adottate “misure appropriate nello spostamento per proteggere il presidente e coloro che lo supportano, inclusi dispositivi di protezione. L’equipe medica ha dato il via libera allo spostamento come sicuro”.

Ma dai medici del Walter Reed Hospital non arrivano reazioni positive. James Phillips, che è anche responsabile di medicina dei disastri alla George Washington University, su Twitter ha parlato di una “follia” che ha esposto al contagio le guardie del corpo che si trovavano con lui nell’auto: “Potrebbero ammalarsi, potrebbero morire”, ha detto, tutto per il “teatrino politico” del presidente. “È stata una mossa pericolosa – ha aggiunto -, oltre al rischio a cui sono stati esposti gli agenti del Secret Service, che l’abbiano fatto o no in modo volontario, il messaggio che viene mandato alle altre persone malate è che è ok uscire“. “Le mascherine aiutano ma non sono un fortino impenetrabile”, ha aggiunto il direttore dell’Istituto per la salute globale dell’Università di Yale, Saad Omer.

Sul clima all’interno della Sicurezza americana aveva già scritto il Washington Post nelle ultime ore, parlando di agenti sempre più preoccupati dall’indifferenza del loro commander in chief per le norme di protezione da adottare in pubblico. Erano tutti atterriti dal gesto di propaganda di Trump, scrive il Post citando fonti bene informate. “Ora non fa neanche finta di interessarsi (alla salute di chi gli sta vicino, ndr)”, ha dichiarato al quotidiano uno degli agenti dopo la passerella di Trump.

Sulla polemica sono subito intervenuti anche i Democratici, con il capogruppo alla Camera dei Rappresentanti, Hakeem Jeffries, che ha criticato il presidente. “Più di 205mila americani sono morti. Abbiamo bisogno di leadership, non di photo opportunity“, ha scritto su Twitter.

Il presidente, come per tutta la giornata, ha affidato la risposta a Twitter: “I media sono arrabbiati perché a bordo di una vettura ho ringraziato i fan e i sostenitori che sono stati fuori dall’ospedale per ore, e anche giorni, per rendere omaggio al loro Presidente. Se non l’avessi fatto, i media avrebbero detto SCORTESE!!”.

Fauci: “Non fatemi commentare queste scelte”
Interpellato dalla Cnn, il virologo ‘in chief’ Anthony Fauci, in contrasto con la linea presidenziale dall’inizio della pandemia, ha evitato di commentare le ultime azioni di Trump: “Non fatemi parlare di questo, non fatemi commentare. Non sono coinvolto e, ripeto, non voglio parlare del caso del presidente perché non è qualcosa su cui sono autorizzato a parlare e non sono coinvolto nella cura del presidente”.

Parlando poi in generale, il virologo ha ricordato che “le linee guida indicano che una persona che manifesta sintomi può uscire in modo sicuro dopo 10 giorni dall’insorgenza dei primi sintomi, di solito non c’è più il virus e gli studi hanno dimostrato che queste persone generalmente non sono più contagiose”.

Media: “Trump ha nascosto la sua positività dopo un primo test”
Ma le polemiche intorno al presidente non si fermano qui. Secondo alcuni media Usa, Trump, prima di apparire sulla Fox per un’intervista, aveva già svolto un test dal quale risultava positivo, ma lo ha tenuto segreto, rendendo pubblica la notizia del contagio solo dopo il secondo tampone. In quel breve arco di tempo, il tycoon ha continuato a portare avanti i propri impegni, a contatto con il proprio staff. Trump aveva chiesto infatti di mantenere il silenzio sul suo primo test, tanto che neppure il capo della sua campagna elettorale, Bill Stepien, sapeva che la stretta collaboratrice, Hope Hicks, fosse risultata positiva giovedì mattina.

La prima preoccupazione del presidente, al momento, è però quella di non perdere il contatto con i cittadini, di continuare ad apparire e rimanere al centro del dibattito politico, a meno di un mese ormai dal voto contro il candidato democratico, Joe Biden. La malattia, per lui, arriva nel momento peggiore, in piena campagna elettorale, quando un’apparizione in più può fare la differenza tra la rielezione o la fine dell’avventura presidenziale. Trump lo sa ed è per questo che, mentre il suo avversario continua a svolgere comizi e a rilasciare interviste, sfrutta al massimo la potenza del proprio profilo Twitter con messaggi e video in cui da una parte cerca di rassicurare sulle sue condizioni di salute e, dall’altra, prova a portare avanti una campagna elettorale ‘da remoto’, consapevole che la sua positività rappresenta un duro colpo alla sua immagine di uomo forte che ha minimizzato in questi mesi i rischi del coronavirus.

I timori del presidente in vista del voto
E gli ultimi sondaggi sembrano confermare queste preoccupazioni: secondo una rilevazione Nbc-Wall Street Journal, Joe Biden è in vantaggio di ben 14 punti a livello nazionale, 53% a 39%. Si tratta del margine più ampio registrato dai sondaggi delle due testate nell’intera campagna, con un aumento di otto punti rispetto a quello precedente il controverso dibattito tv.

Trump cerca di correre ai ripari con messaggi brevi per spingere gli elettori a preferire il candidato repubblicano: “O voti per il tuo presidente preferito o saluta le tasse basse e i diritti sulle armi!”, “Borsa in rialzo. Vota!”, “Forze armate più forti. Vota!”, “Low and order. Vota!”, “Libertà religiosa. Vota!”, “Il più grande taglio delle tasse di sempre e un altro in arrivo. Vota!”. E prevede che il prossimo anno sarà “il migliore di sempre. Votate, votate, votate”.

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