Bolzano e Merano confermano i rispettivi sindaci uscenti, entrambi sostenuti dal centrosinistra. Il ballottaggio alle Comunali in Alto Adige – dove si è votato solo domenica rispetto alla due giorni elettorale prevista nel resto d’Italia – è un’altra sconfitta per il centrodestra. Nel capoluogo altoatesino a spuntarla è il primo cittadino uscente Renzo Caramaschi con il 57% dei voti. L’outsider Roberto Zanin deve quindi accontentarsi del 43%. Nella seconda città della provincia, invece, l’inedita sfida tra Paul Rösch (Verdi) e l’avvocato Dario Dal Medico (ex Forza Italia) è stata vinta per un soffio da Rösch, con un distacco di appena 0,2 punti (pari a 37 voti). Due risultati che supportano le previsioni della vigilia: il vero dominus della politica provinciale resta la Südtiroler Volkspartei. Se a Bolzano la Stella alpina ha infatti appoggiato la corsa di Caramaschi, riuscendo a spostare il suo bacino di voti, a Merano si è dichiarata “neutrale”, rischiando di ribaltare l’esito del primo turno (con i Verdi in vantaggio di almeno 6 punti rispetto alle civiche di Dal Medico).

Eppure le mosse della Svp hanno fatto storcere il naso a tanti, dal momento che a livello nazionale il partito appoggia i giallorossi e a livello provinciale governa con la Lega. Il sostegno esplicito al sindaco uscente di Bolzano, ad esempio, in continuità con la giunta precedente, ha indispettito non poco i vertici locali del centrodestra. Caramaschi potrà ora contare sui 16 seggi del centrosinistra e i 7 della Svp, arrivando quindi a 23 consiglieri sui 45 necessari per avere la maggioranza. Basterà quindi l’appoggio di un’altra lista per governare tranquillamente. La partita in realtà non è stata facilissima, dal momento che al primo turno la battaglia con Zanin è finita praticamente in parità. Segno che il primo cittadino Pd non ha convinto a pieno i bolzanini nei suoi 5 anni di governo. Di fronte all’ipotesi che però la città passasse al centrodestra, i cittadini hanno deciso comunque di supportarlo allo spareggio. A seggi chiusi l’affluenza definitiva è pari al 47,3% degli aventi diritto (in forte calo rispetto al 60,62% registrato al primo turno, quando però si è votato anche per il referendum costituzionale sul taglio degli eletti). Leggermente più bassa a Merano: 46,6%.

“Poi faremo i conti con voi. Non si può stare in Regione e in Provincia di Bolzano con noi del centrodestra e magari a Bolzano, se per disgrazia vince Caramaschi, con i comunisti. Il tempo dei doppi giochi è finito cara Svp. La Lega non perdona”, aveva tuonato su Facebook Alessandro Savoi, presidente del Carroccio in Trentino e storico consigliere provinciale della Lega. E ora che effettivamente il sindaco di Bolzano è stato riconfermato, c’è il rischio che si arrivi davvero alla resa dei conti in Provincia. Specie dopo la bruciante sconfitta del centrodestra registrata anche a Merano, città a prevalenza tedesca. Dal Medico, candidato italiano sostenuto da una serie di liste civiche, ha perso per un soffio la sfida contro il sindaco uscente dei Verdi. La Svp ha deciso di non schierarsi, ma c’è chi sostiene – anche all’interno dello stesso partito – che sia stata adottata questa linea nella speranza che vincesse Dal Medico. Numeri alla mano, infatti, una coalizione tra le civiche dell’avvocato, più Svp e Lega, avrebbe ottenuto 20 seggi su 36. In questo modo la Volkspartei avrebbe ottenuto i tre assessorati che spettano alla rappresentanza di madrelingua tedesca, anziché l’unico assessore che con tutta probabilità potrebbe incassare con la vittoria di Rösch.

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