E anche queste elezioni – come direbbe il grande attore Riccardo Garrone – nel film cult Vacanze di Natale, “se le semo levate dalle palle”. Perché nonostante quello che Matteo Salvini dice da anni, in Italia siamo sempre in campagna elettorale e si vota spesso e volentieri.

Vediamo i risultati.

Nonostante il trionfalismo smisurato di Salvini le elezioni hanno dato un risultato chiaro: La Lega ha perso e ha iniziato la sua vera parabola discendente. Ha perso clamorosamente in Toscana. Al Sud è praticamente sotto il 10% ovunque. In Campania non arriva al 6%.

In Toscana non supera il 21%. In Veneto, dove trionfa Zaia, la Lega non supera il 16% e la Lista del Governatore arriva al 44%. In Liguria, dove vince Toti, la Lega si ferma al 17,1%.

Insomma, quello che raccontavano i sondaggi – che davano una Lega lanciata verso la vittoria con numeri bulgari – si è poi scontrato con la realtà.

Ma solo un anno fa la Lega sembrava invincibile e aveva spinto l’ormai marinaio Salvini a chiedere pieni poteri. In quella occasione la spinta per le elezioni era diffusa anche nel Pd zingarettiano. A scompaginare gli scenari fu solo un politico: Matteo Renzi.

L’unico che nonostante offese di ogni tipo e denigrazioni continue a messo da parte ogni rancore personale e ha dato il via al governo Conte bis. Una scelta dolorosa e sofferta ma che serviva proprio a far sgonfiare l’euforico Salvini e a non consegnare il Paese alle destre sovraniste e populiste.

E quelli che ancora lo criticano sono rimasti al governo e al potere solo grazie all’appoggio di Renzi. Che ricordiamolo ancora una volta: in Senato e in Parlamento è fondamentale per la tenuta del governo. Questa è la vera storia.

Se il risultato di queste elezioni regionali vede il centrosinistra rifiatare è solo merito della mossa del cavallo di Matteo Renzi.

Un’altra cosa è emersa da queste elezioni. L’alleanza tra Pd e 5Stelle alle regionali si è rivelata fallimentare. Soprattutto nel metodo, ossia imporre un candidato alle altre forze e soprattutto ad Italia Viva.

C’è un risultato emblematico: alle elezioni suppletive del Senato per il Collegio del Nord Sardegna l’alleanza Pd-5Stelle ha fallito; ma soprattutto il candidato indipendente Avv. Agostinangelo Marras, sostenuto da Italia Viva, ha ottenuto il 25%. Un risultato enorme e una sconfitta clamorosa per il Pd e 5Stelle sardi.

A risultare sconfitto è soprattutto il metodo usato dal Pd e dai 5Stelle: credere che la loro fusione a freddo possa essere imposta a tutti. Per non parlare dei risultati pessimi del Movimento, che addirittura ha visto lanciare appelli al voto utile e disgiunto dai suoi stessi dirigenti nazionali e sponsor.

Insomma, ora bisogna cambiare passo.

Italia Viva, dopo appena un anno dalla sua nascita ha dato prova di coraggio, organizzazione e coerenza. Ha appoggiato i candidati del Pd dove vi era coinvolgimento ottenendo buoni risultati in Campania, con oltre il 7% e in Toscana circa il 5%. A cui si aggiunge il voto politico nazionale nelle elezioni suppletive del Senato in Sardegna con oltre il 25 % ottenuto dal candidato indipendente sostenuto da Italia Viva.

Questo conta ed è questo il dato nazionale. Grazie all’intuizione e al coraggio di Renzi la Lega ha perso credibilità e slancio. Ora le sfide saranno più importanti e Italia Viva sarà fondamentale per l’azione di governo: i soldi che ci darà l’Europa dovranno essere spesi tutti e bene con trasparenza, compreso il Mes.

Per questo sarebbe utile per una volta finirla con i soliti pregiudizi su Renzi. Troppo facile accodarsi e sotterrare la propria dignità e coerenza per nascondersi nel mucchio. Bisogna avere il coraggio di affrontare battaglie anche se sembrano impossibili e minoritarie.

Per questo il Pd sul referendum ad esempio ha sbagliato. Ma questa è un’altra storia e la vedremo a breve con le ipotesi di legge elettorale che saranno portate al vaglio del Parlamento.

Chi ha un briciolo di onestà intellettuale però lo ammetta: senza la mossa del cavallo di Renzi oggi il film sarebbe stato diverso.

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