Per nascondere la rabbia di un Sud che sembrava ormai divenuta terra di conquista, Salvini esulta per l’elezione di Roy Biasi a Taurianova, centro della provincia di Reggio Calabria con poco più di quindicimila abitanti. In questi giorni molti, strumentalmente, parlano di un risultato che in qualche modo bisogna attribuire alla Lega, a differenza della città di Reggio Calabria che dal leader della Lega non si è per niente fatta influenzare, confermando il sindaco uscente, Giuseppe Falcomatà.

Ma la Lega, in realtà, non ha vinto nemmeno a Taurianova, nonostante la campagna elettorale l’avvocato Biasi l’abbia condotta fianco a fianco con un altro leghista di ferro, calabrese, di Taurianova, pure lui, Nino Spirlì, il vicepresidente della Regione che in questi giorni ha fatto molto discutere di sé, perché la settimana scorsa da Catania ha rivendicato con forza l’utilizzo di un lessico diciamo “libero”, con la possibilità di utilizzare termini come “negro” “frocio” e “ricchione.”

A Taurianova ha vinto Roy Biasi, che non è un personaggio nuovo nella scena politica locale e provinciale. E a Roy Biasi bisogna augurare buon lavoro, anziché perdere tempo a parlare di un partito che non potrà mai fare storia in Calabria. Almeno si spera. Buon lavoro perché dopo aver brindato, festeggiato con Salvini, mangiato in qualche buon ristorante della zona tocca prendere in mano la patata bollente che è rappresentata proprio dal comune di Taurianova, primo comune italiano sciolto per infiltrazione mafiosa nel 1991 (è dall’esperienza di Taurianova che è nata la legge sugli scioglimenti dei consigli comunali).

Esperienza, quello dello scioglimento, che si è ripetuta per ben tre volte in quel paese. Roy Biasi, precedentemente legato a Forza Italia, nulla di penale, ma nella relazione del ministro dell’Interno viene più volte citato come responsabile dello scioglimento del comune reggino. Biasi è stato sindaco di Taurianova dal 1997 al 2007. Per un breve periodo è anche stato eletto per la terza volta, contro la legge (che prevede fino al doppio mandato) e quindi rimosso dalla prefettura. Davanti al comune di Taurianova c’è una bellissima targa: “qui la ‘ndrangheta non entra” e l’augurio e la speranza è che Roy Biasi possa essere il sindaco della città per cinque anni e lavorare per il bene di tutti e per la legalità, di cui la città ha davvero bisogno.

A partire dal 1990, infatti, a causa della faida tra le cosche locali della ‘ndrangheta, in poco più di un anno si sono registrati trentatré delitti, quindici tentati omicidi e decine di danneggiamenti a scopo intimidatorio. Nel maggio del 1991 vennero uccise in una sola giornata quattro persone, con modalità agghiaccianti. Tanto che tutta la stampa, anche estera, aprì gli occhi sul “caso Taurianova”. Dopo lo scioglimento del 1991 ci fu l’inchiesta e il processo Taurus.” Mentre il secondo scioglimento, quello del 2009 non fu seguito da alcun intervento giudiziario e quindi è stato consentito a molti di ricandidarsi. Numerosi sindaci sono stati intimiditi e minacciati.

Su Taurianova e sulla politica cittadina, sulle dinamiche che hanno portato ai vari scioglimenti e sul destino di una città molto spesso amministrata da commissari, ci sarebbe molto da dire e scrivere. Non troppo da esultare sui palchi. Perché la sfida per Roy Biasi adesso è quella di lavorare per la legalità. Solo l’altro ieri è stato arrestato di nuovo Pasquale Zagari, per tentata estorsione aggravata ai danni di un imprenditore. Zagari, ritenuto esponente di spicco della ‘ndrangheta, era libero dal 2015, dopo aver scontato una condanna a 30 anni (inizialmente era all’ergastolo).

Il “presunto” boss è stato uno dei più violenti protagonisti della faida di Taurianova degli anni 80 e 90, nel corso della quale la morte del padre, Rocco Zagari, ucciso all’interno di un negozio, rappresentò l’evento scatenante del cosiddetto “venerdì nero” di Taurianova, in cui furono uccise per vendetta quattro persone, come accennavo prima, di cui una con la testa mozzata in pieno centro cittadino. Speriamo che la storia abbia insegnato e che nel caso del comune di Taurianova, non sia come per gli esponenti della ‘ndrangheta, e quindi non si ripeta.

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