La politica e la situazione geostrategica della regione mediorientale sta evolvendo molto velocemente. I processi di pace che interessano paesi come Emirati Arabi Uniti, Bahrein, o come previsto in futuro anche altri paesi come Oman, Sudan e Arabia Saudita, stanno cambiando il volto della regione. Anche se i cambiamenti stanno prendendo piede, la Giordania che si trova al centro di quest’area rimane un paese chiave nella geopolitica mediorientale.

In questo momento storico, che potrebbe rivelarsi di primaria importanza per il futuro prossimo, il governo giordano si sta muovendo per ritagliarsi un ruolo importante in seno a questi cambiamenti, attraverso una serie di iniziative che hanno l’obiettivo di rinforzare la sua immagine e la sua capacità attrattiva come hub strategico. Queste iniziative dovrebbero essere portate avanti sulla base di una strategia a lungo termine che mira a sfruttare i vantaggi rappresentati dei suoi confini, dopo diversi anni di logoramento derivante dal caos regionale, che per molti versi la Giordania sta ancora affrontando.

La posizione geografica della Giordania rappresenta un’opportunità unica per svolgere un ruolo chiave di collegamento tra i diversi attori politici dell’area. Questo è fondamentale ed essenziale per il paese per reinventare la propria posizione e trovare nuove opportunità politiche, e per dimostrare il proprio valore agli alleati e avere quindi, di ritorno, un impatto positivo sull’economia giordana.

La questione del confine con l’Iraq sembra essere in cima all’agenda politica giordana. Sono necessari molti sforzi per affrontare la nuova realtà politica in Iraq, ma è un momento importante per considerare il modo migliore per ricostruire una stretta cooperazione tra i due paesi. La Giordania deve adottare rapidamente un approccio che promuova un’immagine positiva di sé in Iraq: una chiara opportunità per raggiungere questo obiettivo è quella di sostenere questo paese nella gestione della pandemia da Covid-19 offrendo forniture mediche e presidi medici individuali. Parallelamente, la Giordania può capitalizzare il grande rispetto per la famiglia hashemita tra gli arabi sciiti, separato da qualsiasi questione politica associata all’Iran.

La Giordania dovrebbe anche prendere in considerazione misure proattive per assistere l’eventuale insediamento in Siria. Ora il caos è in corso, ma non durerà per sempre; e aiutare le maggiori potenze a identificare ed implementare soluzioni per porre fine alla crisi può portare la Giordania a comprovare le proprie capacità di gestione delle crisi. Fino ad allora, c’è anche l’opportunità di assistere le popolazioni del sud della Siria che devono affrontare il Covid-19 con assistenza medica mirata. Buone relazioni e collaborazione fattiva con i siriani che vivono nelle città di confine e nel sud del paese serviranno a rafforzare il confine in futuro.

Con l’Arabia Saudita e i paesi del Golfo in generale, la Giordania dovrebbe continuare a trovare un terreno comune negli interessi basati sulle nuove dinamiche regionali. Le relazioni giordano-saudite sono molto importanti per entrambe le parti: questo è stato chiaramente espresso da Sua Maestà il re Abdullah, che ha recentemente ricevuto l’ambasciatore saudita in Giordania descrivendo le relazioni tra i due paesi come profonde, storiche e strategiche a tutti i livelli.

Nel frattempo, la Giordania può sfruttare la situazione attuale sia come alleata degli Stati Uniti sia come paese vicino alle altre potenze occidentali. In questo contesto e con questo quadro geopolitico, essa dovrebbe fare in modo di essere identificata come un centro capace di trovare soluzioni per portare i palestinesi al tavolo. La questione della custodia dei luoghi santi a Gerusalemme è una chiara dimostrazione che la Giordania può impegnarsi sia con il mondo musulmano, sia con quello cristiano. Una tutela hashemita dei luoghi sacri fa praticamente, storicamente e culturalmente gioco agli obiettivi della Giordania.

La regione sta attraversando cambiamenti significativi. L’amministrazione statunitense è desiderosa di portare avanti il processo di pace arabo, ma mantenendo la pace sul terreno tra i paesi che sono geograficamente, politicamente e demograficamente connessi, oltre a lavorare insieme per mantenere la sicurezza regionale. Questa è la vera pace sul territorio.

Tuttavia, la Giordania non dovrebbe essere posizionata solo come rappresentante o partner di Ramallah. Il potere della Giordania sta nelle porte aperte a tutti i giocatori, portando nuove idee che possono essere attraenti per le potenze internazionali e regionali. È questo percorso che garantisce un ruolo attivo con benefici per tutte le parti.

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