Una classe e tre insegnanti in quarantena, il tampone e l’assicurazione di proseguire le lezioni tramite la didattica a distanza. Tutti gli altri regolarmente in aula. A Bolzano viene affrontato così il primo caso di uno studente della scuola superiore positivo al coronavirus, emerso una settimana dopo l’inizio delle lezioni che in Alto Adige era fissato il 7 settembre. La conferma del contagio di un alunno dell’istituto tecnico di lingua tedesca Max Valier è arrivata lunedì mattina: la prima mossa è stata la sanificazione dell’aula, del bagno e dei due laboratori utilizzati dalla classe. “Fondamentale per evitare la chiusura dell’istituto è stato saper ricostruire ora per ora gli spostamenti dello studente”, spiega a ilfattoquotidiano.it il vicepreside dell’istituto, Karl Lunger. Aggiungendo che nel frattempo sono stati attivati tutti gli accessi per i 26 studenti in quarantena: tutto è pronto da domani, mercoledì, per l’inizio delle lezioni online.

“Siamo alla prima esperienza“, evidenzia Lunger, visto che si tratta di uno dei primi casi in una scuola anche a livello nazionale. Il vicepreside racconta quali sono stati i vari passaggi previsti dal protocollo: l’azienda sanitaria locale, una volta saputo della positività, ha contattato il referente Covid della scuola. “Abbiamo fornito i contatti degli studenti e dei docenti”, dice Lunger. L’Asl ha fatto loro una serie di domande e ha preso in carico la gestione dei contatti che ha ritenuto a rischio, ovvero i 26 studenti della classe e i tre docenti. “Ha voluto sapere tutti i movimenti del ragazzo ora per ora – spiega il vicepreside – poi ha deciso di mettere solo la classe in quarantena“. Allo stesso modo ha individuato quali fossero i docenti da ritenere contatti a rischio: alla fine in tre sono stati posti in isolamento.

L’obiettivo, come ha spiegato il direttore sanitario dell’Asl, Pierpaolo Bertoli, al Corriere dell’Alto Adige, è effettuate tutti i test in giornata, in modo da ricostruire la catena del contagio. Anche se, spiega sempre il quotidiano, l’alunno positivo – che per ora è asintomatico – ha un parente collegato al focolaio del salumificio Senfter di Chiusa (11 dipendenti positivi). “Dopo i tamponi capiremo”, dice Lunger, sottolineando che in ogni caso sarà sempre l’Asl a decidere se saranno necessarie altre chiusure, a seconda dell’esito dei test.

Compito della scuola è invece garantire la continuità didattica con le lezioni online. “È previsto a livello nazionale – sottolinea il vicepreside – quindi eravamo preparati“. Per le classi dalla terza alla quinta è già previsto “un 30% di lezioni a distanza”, con l’obiettivo di diminuire il numero degli studenti che alla stessa ora usufruiscono del trasporto pubblico. Per la classe in quarantena sono a loro volta stati attivati gli accessi e “sono già in contatto con gli insegnati per fissare compiti e ore di lezione“, assicura Lunger.

I tre docenti in isolamento, secondo la normativa Inail, anche se negativi sono equiparati ai malati a tutti gli effetti e quindi non possono tenere le lezioni, nemmeno da casa. La sovrintendente alle scuole di lingua tedesca Sigrun Falkensteiner ha spiegato che sta valutando la situazione, promettendo che in ogni caso saranno attivate le supplenze necessarie. Per i ragazzi, evidenzia il vicepreside Lunger, potrebbe non essere un problema, almeno nell’immediato: “Quando gli alunni sono a casa il numero di ore viene ridotto, per non tenerli 36 ore a settimana davanti a un Pc”.

Intanto, come ha confermato alla stampa locale anche la stessa dirigente dell’istituto Max Valier, Barbara Willimek, al netto della classe finita in isolamento, le altre attività della scuola procedono regolarmente. Tra le regole previste dall’istituto, ha spiegato, era stato fissato anche l’obbligo per gli stessi studenti di pulire la propria postazione in laboratorio sia all’inizio che alla fine delle lezioni. Mentre per il futuro, la preside Willimek prevede di acquistare anche mascherine Ffp2, più protettive, per i docenti che ne faranno richiesta al posto delle mascherine chirurgiche. Il vicepreside Lunger inoltre lancia un appello a tutti gli studenti: “Come ha già detto il ministero, invito i ragazzi a installare l’app Immuni, fondamentale per rintracciare tutti i contatti non solo a scuola ma anche sui mezzi di trasporto”.

Intanto proprio lunedì il sistema scolastico della Provincia di Bolzano si è riunito per un primo bilancio a una settimana dal rientro in classe: nelle scuole di lingua italiana al momento non è stata rilevata la presenza di casi positivi al coronavirus. Mentre per ora negli istituti superiori c’è stato il solo contagio alla Max Valier. Intanto, l’assessore provinciale alla Sanità, Thomas Widmann, ha scritto al ministro Roberto Speranza per chiedere la riduzione della quarantena da 14 a 7 giorni, proprio in virtù delle conseguenze che uno stop di due settimane potrebbe avere sia sul lavoro che a scuola.

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