Al meeting di Rimini un incontro organizzato in occasione dei 50 anni dall’attivazione delle Regioni a cui prendono parte i presidenti di alcune regioni italiane, preceduto da un intervento di Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale. Partecipano al dibattito Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia-Romagna; Massimiliano Fedriga, presidente Regione Friuli Venezia Giulia; Maurizio Fugatti, presidente Provincia Autonoma di Trento; Jole Santelli, presidente Regione Calabria; Giovanni Toti, presidente Regione Liguria; Luca Zaia, presidente Regione Veneto.

Negli ultimi mesi – anche a seguito della emergenza sanitaria – sono riemerse in modo macroscopico tensioni nel rapporto Stato-Regioni che richiedono con urgenza delle riflessioni a partire dall’articolo 5 della costituzione: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo.” Se da una parte esiste in tutti sistemi politici una dialettica “fisiologica” fra il potere centrale e i poteri autonomi, non può sfuggire ad una attenta osservazione che anche 50 anni dopo l’attivazione delle Regioni non si è ancora trovato una impostazione del tutto convincente. Anche la riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001 è rimasta disattesa e ha lascito una zona grigia fra federalismo e centralismo senza raggiungere una giusta architettura capace di servire in modo efficace il bene comune.

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Coronavirus, Bonaccini al meeting di Rimini risponde a De Luca: “Per ora no al blocco degli spostamenti tra Regioni”

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