“Il tema mandati o alleanze con i partiti non sono un argomento da votazione a Ferragosto, ma da Stati Generali“. Nel silenzio generale che ha accolto nel M5s la notizia del voto online su due dei loro pilastri fondativi, a prendere posizione è stato il viceministro 5 stelle al Mise Stefano Buffagni. Poco dopo l’annuncio del capo politico sul Blog delle stelle, è infatti uscito (in quasi totale solitudine) su Facebook citando una celebre frase di Gianroberto Casaleggio: “Ogni volta che deroghi a una regola praticamente la cancelli”, ha scritto. Un messaggio che ha deciso di allungare in serata, dando voce ai malumori di molti dentro il Movimento. Sotto accusa, ancora una volta, la mancata condivisione delle scelte politiche in un clima che rimane di profonda incertezza: il M5s ancora non ha fissato la data degli Stati generali e l’elezione del nuovo capo politico. Ad accelerare il voto online sul tetto dei mandati è stato l’annuncio di ricandidatura di Virginia Raggi: la sindaca in Campidoglio, senza una modifica del regolamento, non può essere autorizzata a correre con il simbolo. E così i vertici M5s, forti della benedizione di Beppe Grillo arrivata nelle scorse ore, hanno deciso di rimediare in corsa ricorrendo al voto della rete.

Una scelta che non tutti hanno digerito in Campidoglio, ma che sopratutto apre una grossa discussione a livello nazionale dove il tema dello stop al secondo mandato preoccupa in tanti. In questo clima va letto il post del viceministro Buffagni: “O si ha la forza e il coraggio di affrontare il futuro de Movimento con serietà, consapevoli degli errori e delle esperienze fatte, o si tratta solo della tecnica della “rana bollita” che di volta in volta si usa a secondo della convenienza o dell’esigenza”, ha scritto. “Tema mandati o alleanze con i partiti non sono un argomento da votazione a Ferragosto, ma da Stati Generali! ‘Uno vale uno’ non significa ‘uno vale l’altro’. Esattamente come il tema della meritocrazia e della competenza che è sempre stato un nostro faro, ma che spesso internamente è stato demonizzato“. Ma, ha aggiunto, “la realtà dei fatti ci impone un cambio anche su questo”.

Secondo Buffagni il rischio, è quello di “perdere l’identità” che ha portato il Movimento a diventare forza di governo. Ma soprattutto di andare incontro a un vero e proprio massacro elettorale: “Ho tanti difetti e faccio tanti errori”, ha continuato, “ma credo che o si inizia a discutere seriamente di futuro del Movimento e del Paese, oppure è solo un revival di ’10 piccoli indiani’ di Agatha Christie. E mi auguro che nessuno dei miei amici del M5s voglia questo. Serve un cambio di passo, nel Movimento e nel Paese, altrimenti il rischio serio è di perdere la nostra identità che ci ha portato a convincere gli italiani a cambiare con la vecchia politica. Lo dico da mesi, in particolare per territori che lamentano una carenza di rappresentanza, ma sopratutto di ascolto di temi e di esigenze. Siamo al governo per far le cose per le persone, per cambiare in meglio la nostra Italia e migliorare la vita dei cittadini, non per sopravvivere”. E ha concluso: “Chi gioca per sopravvivere e non per crescere ed evolvere alla fine perde sempre, esattamente come accaduto nel Conte I”.

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