“Se parlamentari vogliono continuare ad alimentare sistema della doppia pensione, è necessario che paghino di tasca propria. Non è più tollerabile questo trattamento di favore, soprattutto in un momento in cui gli italiani sono ridotti alla fame”. Così il senatore del Movimento 5 stelle, Primo Di Nicola, commenta la notizia pubblicata dal Fatto Quotidiano sul sulla pensione da giornalista del Secolo d’Italia di Gasparri. Dal 1 giugno il senatore-giornalista percepisce l’assegno nonostante sia in aspettativa da 28 anni e presto avrà anche la pensione da parlamentare. “Il problema – sottolinea Di Nicola – non è di Gasparri ma del sistema che rende possibile per i parlamentari maturare una doppia pensione, ossia il vitalizio e quella della professione d’origine, in gran parte a carico del sistema pubblico“. Con la riforma del 1999, spiega il senatore 5 Stelle, oltre al vitalizio, gli eletti possono continuare ad alimentare la loro pensione originaria “versando una parte della contribuzione figurativa”. E se è vero che, a differenza del passato, non è più totalmente a carico delle casse pubbliche, la quota sulle spalle del parlamentare è pari a 1/3. Per i restanti 2/3, quindi “continua a pesare sulle casse pubbliche”. Per questo, conclude Di Nicola, “è arrivato il momento di mettere mano a questo problema” perché “non è più tollerabile questo trattamento di favore. Non è giusto che anche la pensione originaria venga sostenuta in parte dalle casse pubbliche”

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