Una decisione “sbagliata, ingiusta, scandalosa“. Così il senatore del Movimento 5 stelle, Primo Di Nicola, commenta l’annullamento della delibera che avrebbe tagliato il privilegio da parte della Commissione contenziosa del Senato. “Ieri la Commissione ha deciso il ripristino del vecchio vitalizio, nella sua forma di più sfacciato privilegio che pensate consente agli ex parlamentari per essere stati anche un solo giorno o essere stati insediati senza aver frequentato nemmeno un giorno le aule parlamentari, di riscuotere alla fine un vitalizio mensile di oltre 2000 euro al mese”, spiega Di Nicola in un video, sottolineando che tutto questo avveniva “mentre si tagliavano i trattamenti pensionistici dei comuni cittadini e pensionati riducendoli praticamente alla fame”. Non è la prima volta che il senatore interviene sul tema. All’insediamento della Commissione, infatti, Di Nicola ha sottolineato il “conflitto di interesse” del presidente della stessa, il senatore Giacomo Caliendo, che “sta ripristinando un trattamento vantaggioso di cui beneficerà direttamente”.

Anche il momento non è dei più opportuni, secondo il senatore del Movimento 5 stelle, che evidenzia come “si sono ridati questo sfacciato privilegio mentre milioni di cittadini italiani stanno letteralmente soffrendo la fame a causa del Covid della disoccupazione e della crisi economica”. La colpa? Secondo Di Nicola è di Forza Italia. “Presidente della contenziosa è un ex stimato magistrato, Giacomo Caliendo, parlamentare di Fi di lungo corso, che ha votato sì ben sapendo così di mettersi in una situazione di conflitto di interesse – conclude – E poi ci sono due cosiddetti tecnici nominati dalla presidenza del Senato. A ben vedere il ripristino di questo vitalizio, l’offesa a milioni di pensionati e al senso di giustizia che milioni di italiani da decenni chiedono, porta le impronte digitali di un’unica parte politica, Forza Italia”.

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Vitalizi, chi ha votato per ridare il privilegio agli ex senatori. Nella commissione compagni di Forza Italia e prof scelti dalla Casellati. E il presidente Caliendo potrà beneficiare dello stop al taglio

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