Prima ha minacciato di usare l’esercito contro chi protesta, poi ha fatto disperdere i manifestanti pacifici davanti alla Casa Bianca con gas lacrimogeni e pallottole di gomma per avere la strada spianata e dirigersi senza contrattempi davanti alla vicina St. John Episcopal Church, conosciuta come la Chiesa dei presidenti. Lì ha sollevato una Bibbia e radunato un gruppo di consiglieri, tutti bianchi, per posare per le foto.

Ma a insorgere contro il gesto di Donald Trump nel pieno degli scontri in tutto il Paese per la morte di George Floyd, è la vescovo episcopale di Washington Mariann Edgar Budde, indignata dal gesto del tycoon. “Il presidente ha appena usato una Bibbia e una delle chiese della mia diocesi come sfondo per un messaggio antitetico agli insegnamenti di Gesù e tutto ciò che la nostra chiesa rappresenta”, ha detto. Una chiesa, quella di St. John, che peraltro Trump frequenta raramente e dove un ufficio era stato dato alle fiamme la notte precedente.

Ad attaccarlo anche il governatore di New York Andrew Cuomo, vero oppositore di Trump sulla gestione dell’emergenza Covid-19: il presidente, ha detto, “ha usato i militari per respingere una protesta pacifica in modo da poter avere una foto in una chiesa”. “È tutto solo un reality show per questo presidente”, ha scritto su Twitter, “vergognoso”. Dall’Italia interviene anche padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore di Civiltà Cattolica e personalità molto vicina a papa Francesco, che in un tweet ha scritto: “Chi usa la Bibbia per il proprio potere mondano davanti alla tragedia la rende vanità”.

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