A circa un mese dall’inizio della maturità, si torna a discutere dell’esame in presenza. In particolare, di come garantire la sicurezza della commissione e degli studenti. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione, tra le raccomandazioni espresse all’ordinanza del ministero, definisce “indispensabile” l’emanazione “con urgenza” di un protocollo di sicurezza nazionale “stringente, dettagliato e prescrittivo a garanzia della salute di tutto il personale coinvolto”. In sua assenza o nell’impossibilità di poterne applicare le prescrizioni bisognerà “prevedere che gli esami di maturità avvengano a distanza“.

Il protocollo, rispondono dal Ministero dell’Istruzione, “è praticamente pronto e sarà reso noto a breve”.
Il lavoro sulle regole, assicurano fonti di viale Trastevere, “va avanti da giorni insieme al Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute e consentirà di svolgere gli esami in sicurezza. Si tratta di regole chiare, attuabili, che tuteleranno studenti e docenti“. Misure che, aggiungono, “tengono conto anche delle sollecitazioni arrivate dai sindacati incontrati nei giorni scorsi”. Ieri la Ministra Lucia Azzolina ha ricordato in Parlamento, durante un’audizione in commissione, che il Comitato tecnico-scientifico ha già autorizzato lo svolgimento dell’esame “ritenendo che possa svolgersi, appunto, nelle scuole, garantendo gli standard di sicurezza”.

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