L’obbligo per i negozi con superficie commerciale superiore agli 800 metri quadrati di restare chiusi per garantire il contenimento del coronavirus è incostituzionale. A decretarlo è stata la più alta corte amministrativa della Baviera, senza arrivare però sospendere la norma – in vigore in tutto il paese – poiché al momento si applica solo fino al 3 maggio. Una decisione che arriva mentre in Germania proseguono le polemiche sulle restrizioni anti-Covid. Il programma di graduali riaperture deciso di comune accordo tra il governo federale e le autorità locali prevede che almeno fino al 3 maggio restino in vigore tutte le norme di distanziamento sociale. Sabato un migliaio di persone sono scese in piazza a Berlino per protestare contro queste regole, mentre nei giorni precedenti hanno protestato anche i ristoratori: per loro il lockdown prosegue fino a data da destinarsi.

Il programma deciso dal governo centrale viene applicato dai diversi Länder in modo diverso. Oggi le regioni tedesche hanno attivato alcune deroghe alle restrizioni, con il rientro a scuola quasi ovunque solo degli studenti più grandi. Questa settimana entra in vigore in tutto il territorio anche l’obbligo di coprirsi naso e bocca in determinati luoghi pubblici, anche in questo caso con diverse differenze regionali. In Baviera, uno dei Länder più colpito con oltre 41mila casi, la riapertura dei negozi più piccoli è in vigore da oggi, 27 aprile, una settimana dopo rispetto a quanto concesso da Berlino.

La norma decisa dal governo Merkel prevede la riapertura per quegli esercizi che non superino gli 800 metri quadrati di spazio commerciale. Il divieto ha scatenato altre polemiche, con alcuni Länder che stanno valutando la possibilità di consentire ai grandi negozi di riaprire comunque, ma limitando i propri spazi. In Baviera la più alta corte amministrativa ha dato ragione al ricorso di un rivenditore che ha spazi commerciali in Baviera, a Berlino e Amburgo. I giudici hanno stabilito che i grandi esercizi commerciali non sono stati trattati equamente se paragonati ai piccoli negozi, in violazione del principio di parità sancito dalla costituzione.

Chi è insoddisfatto per le regole decise da Angela Merkel sono però soprattutto proprietari di bar e ristoranti. Nei giorni scorsi in molte città tedesche, in particolare nel Nord-Reno Vestfalia, i ristoratori hanno protestato portando in piazza le loro sedie vuote, con scritte come “Senza ospiti, senza prospettiva”, oppure “Senza di noi la città rimane vuota”. Per il momento il governo federale non ha deciso di una data di riapertura dei locali.

Sabato a Berlino si sono riuniti invece circa un migliaio di manifestanti che hanno sfidato le regole sul distanziamento sociale. Le proteste hanno attirato una varietà di persone, tra cui alcuni populisti di destra e teorici della cospirazione. L’agenzia di stampa Dpa ha riferito che la polizia ha ripetutamente invitato i partecipanti ad andarsene e alcune persone sono state arrestate prima che la folla si disperdesse. Giovedì è previsto il prossimo vertice tra la cancelliera Merkel e i premier dei Länder: in agenda anche la possibile ripresa delle funzioni religiose. Inutile però avere aspettative troppo alte, avverte il portavoce del governo Steffen Seibert: “Il 30 aprile ci saranno importanti colloqui preparatori e decisioni molto limitate“.

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