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Il film “The Sea” proiettato all’Europarlamento contro il “silenzio delle istituzioni”. All’evento organizzato da M5S presenti Mantovani, Carotenuto e Innocenzi

La pellicola denuncia l'occupazione israeliana in Cisgiordania attraverso gli occhi di un bambino. Il giornalista del Fatto Quotidiano alla presentazione insieme al deputato Carotenuto: entrambi erano nell'ultima missione della Flotilla
Il film “The Sea” proiettato all’Europarlamento contro il “silenzio delle istituzioni”. All’evento organizzato da M5S presenti Mantovani, Carotenuto e Innocenzi
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Nella serata del 9 giugno, al Parlamento europeo è stato proiettato “The Sea“, il film del regista israeliano Shai Carmeli-Pollack che racconta la quotidianità palestinese attraverso gli occhi di un bambino in Cisgiordania. Alla proiezione erano presenti gli eurodeputati del Movimento 5 stelle e anche organizzatori dell’evento, Danilo Della Valle e Valentina Palmisano. Con loro, oltre alla giornalista Giulia Innocenzi, distributrice della pellicola in Italia, anche il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani e il deputato Dario Carotenuto: entrambi hanno partecipato all’ultima missione della Global Sumud Flotilla raccontando gli abusi e le violenze dell’Idf, subite da tutti gli attivisti.

L’obiettivo del film all’Eurocamera era quello di denunciare “il silenzio delle istituzioni europee nei confronti del genocidio israeliano in Cisgiordania”. Un tema sostenuto da Il Fatto Quotidiano che già il 6 maggio ha realizzato in media partnership la proiezione del film in oltre 130 sale in tutta Italia. Nel cinema 4 Fontane di Roma ha presentato il film in sala la vicedirettrice de il Fatto Quotidiano Maddalena Oliva. Un grande successo nonostante l’iniziale timore di ripercussioni che aveva allontanato molti distributori internazionali. Grazie a Innocenzi e alla società di distribuzione “Moscalito Film”, la pellicola ha ottenuto uno straordinario riscontro: 40 mila spettatori in Italia e 30 mila in Israele.

Il lungometraggio racconta la storia di Khaled, bambino di 12 anni della Cisgiordania, a cui viene impedito di vedere il mare per la prima volta da parte dell’occupazione israeliana. Ha avuto enorme riconoscimento internazionale, come la candidatura agli Oscar 2026, nonostante i tentativi di ostacolarlo da parte del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu. Per questo, sulla locandina del film si legge: “Il film che il governo israeliano non vuole che tu veda”. Anche Mantovani, parlando all’Eurocamera, ha riflettuto sulla deriva autoritaria di Tel Aviv, ricordando che il film prima del 7 ottobre era stato finanziato proprio dal Ministero della Cultura che poi lo ha censurato. “Abbiamo il dovere di dare voce al popolo palestinese a cui vengono negati persino i diritti più semplici”, ha proseguito Valentina Palmisano, a cui ha fatto eco il collega Della Valle. “La Commissione Ue adotta in maniera inequivocabile doppi standard e né Kallas né von der Leyen hanno avuto il coraggio di condannare le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele”. Ha poi rincarato la dose Dario Carotenuto che ha parlato di “sudditanza politica” nei confronti di Tel Aviv.

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