C’è un’indagine interna sul caso dei 249 operatori sanitari del Cardarelli di Napoli che in questi giorni di emergenza coronavirus sono in malattia. Dopo la denuncia di Ciro Mauro, direttore del dipartimento Emergenze dell’azienda ospedaliera di cui oggi Il Fatto Quotidiano ha dato conto in un articolo di Antonello Caporale, la Direzione strategica della struttura sanitaria si muove per analizzare “ogni singolo caso di malattia” dei suoi dipendenti.

In questo modo mira ad accertare ogni singola “irregolarità”, spiega la direzione, “ma anche a tutelare quanti sono legittimamente a casa per comprovate ragioni di salute”. Alla fine degli accertamenti, “ove emergessero comportamenti scorretti”, l’azienda ospedaliera “provvederà a trasmettere l’esito delle indagini agli organi competenti e adottare prontamente i necessari provvedimenti disciplinari”.

Il direttore generale Giuseppe Longo assicura: “Useremo il massimo rigore, ma non passi il messaggio che tutti i dipendenti del Cardarelli sono dei ‘malati immaginari’. In questa azienda ci sono 3mila donne e uomini che lavorano instancabilmente al servizio dei pazienti”.

Nel pomeriggio, poi, la direzione del Cardarelli è tornata a farsi sentire: “I numeri, certificati e verificabili, riferiscono di un organico di 739 medici dei quali 276 impegnati nel Dipartimento di Emergenza Urgenza Dea. Dei 739 medici impegnati a combattere l’emergenza legata al coronavirus e a tutte le altre patologie i medici assenti per malattia sono 33“, scrive l’ospedale in una nota riferendo dei soli medici e non nel complesso degli operatori sanitari assenti. “Di questi – continua la nota – 17 operano nel Dipartimento di Emergenza Urgenza Dea e altri 16 sono invece assegnati ad agli altri dipartimenti assistenziali È bene rilevare anche che dei 33 medici attualmente in malattia 4 sono affetti da anni da gravi patologie e 4 sono stati accertati Covid positivi”.

Il ‘caso’ dell’ospedale napoletano ha provocato numerose reazioni. Per Walter Ricciardi, consulente per l’emergenza coronavirus del ministero della Salute, “come sempre nelle circostanze drammatiche emergono gli eroismi e le vigliaccherie dei singoli, fortunatamente sono decisamente di più i primi”.

Mentre il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, sottolinea come in “questa è una guerra in cui molti soldati stanno combattendo in prima linea senza elmetto, senza giubba e anche senza armi. Questi sono i nostri eroi. Poi ci sono i vigliacchi, i traditori, quelli che scappano. Questi vanno colpiti”. A suo avviso “chi adesso abbandona il campo di battaglia non va fatto il procedimento disciplinare ma va licenziato”.

Sul tema è intervenuto anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera: “Chi nelle strutture sanitarie si sottrae al proprio lavoro tradisce la missione alla quale si è votato”. Ma il fenomeno, sottolinea, non è solo campano: “Anche noi, in Lombardia – riferisce – abbiamo avuto segnalazioni non da ospedali, ma da alcune Rsa”, le Residenze sanitarie assistenziali, “che registrano un grosso calo di personale” tra le file degli operatori socio sanitari. Si tratta, aggiunge, di personale “che presenta certificati medici, a volte reiterati, senza risultare positivo” al contagio o essere in quarantena.

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