Forte tensione al confine tra la Grecia e la Turchia, dopo che Ankara venerdì 28 febbraio ha annunciato l’apertura delle frontiere e ricatta l’Europa con la minaccia dell’arrivo di migliaia di migranti. Il governo greco ha fatto sapere di aver bloccato 10mila richiedendi asilo che cercavano di superare il confine turco: “Dalle 6 di sabato mattina alle 6 di stamane”, ha detto una fonte interna all’agenzia Ansa, “sono stati impediti 9.972 ingressi di irregolari nella zona di Evros“, la regione nel Nord-Est. Migliaia di migranti, che erano già al confine, hanno trascorso la notte al freddo, accendendo dei fuochi per riscaldarsi. Proprio oggi il ministro della Difesa turco ha annunciato una nuova operazione militare in Siria, chiamata “Scudo di primavera”, in risposta agli attacchi contro le truppe turche nella provincia nordoccidentale siriana di Idlib. Papa Francesco, nel corso dell’Angelus, ha dichiarato: “Sono un po’ rattristato per le notizie che arrivano di tanti isolati, tanti uomini, donne e bambini, lasciati via a causa dalla guerra, tanti migranti che chiedono rifugio nel mondo e aiuto. In questi giorni la cosa è diventata molto forte, preghiamo per loro”.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), l’agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni, afferma che ci sono almeno 13 mila migranti al confine tra la Turchia e la Grecia. Secondo quanto afferma su Twitter il ministro degli interni turco, Suleyman Soylu, sono 76.358 i migranti che avrebbero varcato il confine attraverso la provincia di Edirne e che sarebbero così arrivati in Europa. Nella provincia di Edirne ci sono valichi di frontiera verso la Grecia e la Bulgaria e finora i due Paesi non hanno segnalato l’arrivo di un così alto numero di richiedenti asilo. Anzi, secondo il ministero delle migrazioni greco la polizia greca avrebbe finora bloccato al confine 9.600 migranti.

Rimane molto grave la situazione anche sulle isole greche, dove il sovraffollamento dei campi ha ormai superato ogni limite e standard di tutela dei diritti umani. Quattro gommoni con a bordo oltre 200 migranti sono sbarcati in meno di quattro ore in mattinata sull’isola greca di Lesbo e una quinta è in prossimità delle coste. A partire dalle 6.30 di stamattina, “due gommoni sono arrivati nel Nord di Lesbo con rispettivamente 74 persone a bordo, di cui 36 bambini e 53 migranti, tra cui 33 bimbi. Altri due gommoni sono giunti nel sud dell’isola”, ha detto Leon Theologos, funzionario dell’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati. “Sono 4 barche arrivate finora e sono appena le 8:00 del mattino”, ha aggiunto, indicando che “un altro gommone era in rotta” verso la costa Nord dell’isola. Secondo l’agenzia greca Ana, sono circa 220 i migranti a bordo delle quattro imbarcazioni. Secondo la guardia costiera greca, 180 migranti sono arrivati a Lesbo e Samos attraversando il confine marittimo tra Turchia e Grecia. Mentre l’Unhcr, stamane a Samos è arrivata anche una canoa con a bordo alcuni migranti.

Secondo quanto riferito da Alarm Phone, una barca con 49 persone a bordo, inclusi 18 bambini, è stata attaccata due volte da un motoscafo con uomini che indossavano una maschera nera vicino al confine tra Grecia e Turchia a largo dell’isola di Lesbo. Il loro motore è stato distrutto nel primo attacco e ora i migranti remano a mani nude. Secondo quanto riferito dalle persone a bordo dell’imbarcazione al momento dell’attacco era presente una nave turca che non è intervenuta. La barca ha poi raggiunto le acque greche.

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