Rula Jebreal? Io di tutto mi occupo fuorché della vallette o dei conduttori di Sanremo, perché ho le giornate abbastanza piene. L’ultima delle mie preoccupazioni è dire sì o no a Tizia o a Caia. Io penso, però, che Sanremo sia il festival della canzone italiana. Se uno vuole fare i comizi, va in piazza o in Parlamento“. Così, ai microfoni di Radio Crc, il leader della Lega commenta l’intervista odierna rilasciata dalla giornalista Rula Jebreal a Repubblica, circa il niet di “partiti vicino a Salvini” alla sua partecipazione al Festival di Sanremo.

E aggiunge: “Poi per me la Rai faccia quello che vuole, inviti chi vuole, non è un mio problema. Inviti questa signora o un’altra signora, faccia come crede. Tanto penso che gli italiani abbiano le idee chiare sul controllo dell’immigrazione, sulla lotta agli scafisti e sul concetto che in Italia non c’è posto per tutto il mondo. Poi a Sanremo possono fare i comizi anche Renzi, Fazio, Saviano o Bertinotti, ma tanto gli italiani mica cambiano idea. Se invitassero me a Sanremo direi di no, perché non ci azzecco nulla. Sanremo è musica, arte, poesia, fiori, l’Italia nel mondo. E se qualcuno confonde Sanremo col palco di un comizio, per me sbaglia”.

Il senatore del Carroccio conferma il suo sostegno a Donald Trump sull’uccisione del generale Soleimani e a chi teme una escalation di ritorsioni a seguito dell’azione americana risponde: “Non bisogna mai avere paura dei terroristi e dei violenti. Se c’è qualcuno che ritiene che Israele vada cancellato dalla faccia della Terra, con questo qualcuno non è possibile alcun dialogo. Se una potenza come l’Iran si sente in diritto di dire che va cancellato uno Stato dalla cartina geografica del mondo, fa proselitismo su questo e mira a conquistare nuovi territori, prima la si blocca e meglio è. Ogni concessione fatta agli estremisti islamici la pagano i nostri figli e i nostri nipoti. Chiunque combatta l’estremismo, il fanatismo, il terrorismo, l’integralismo islamico difende la libertà. E io sono sempre e comunque dalla parte della libertà”.

Salvini ribadisce la sua contrarietà allo stop alla prescrizione (“Senza una riforma del processo penale è un obbrobrio, uno scempio“), dichiara di avere “ottime sensazioni” sulla vittoria della Lega alle elezioni regionali in Emilia Romagna e si pronuncia sulla figura di Piersanti Mattarella, assassinato dalla mafia il 6 gennaio di quarant’anni fa: “Durante queste vacanze, mi sono ristudiato un po’ quegli anni tra la fine degli ’80 e i primi anni ’90: Piersanti Mattarella, Livatino, Falcone, Borsellino, uomini in divisa, magistrati con la schiena dritta. Figure eroiche che dovrebbero essere studiate obbligatoriamente nei libri di scuola, cosa che non accade perché è tanto se si arriva alla Seconda Guerra Mondiale, figurati se si arriva agli anni ’90. Ed è un peccato”.

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