Hanno invitato i parlamentari del Pd, di Italia viva, di Leu persino della Lega. Ma nessuno è venuto ad ascoltare gli interventi dei familiari delle vittime di diversi disastri colposi. : dal rogo della Thyssen Krupp alla strage di Viareggio passando dal caso Moby Prince. “Noi rappresentiamo i caduti di un’Italia tapezzata da stragi colpose e impunite“, hanno spiegato in modo unanime le diverse associazioni di familiari riunite nel coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo“, nel corso di una conferenza stampa al Senato. Un incontro convocato per difendere la riforma del guardasigilli Alfonso Bonafede, che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. “La prescrizione è una spada di Damocle fortissima che blocca tutto e impedisce di sapere cosa è successo. Chi si oppone alla riforma vuole che le cose rimangano così. Che l’Italia rimanga tappezzata di stragi impunite”, dicono i familiari delle vittime.

La riforma entrerà in vigore l’1 gennaio del 2020 ma continua ad animare scontri all’interno della maggioranza: dem e renziani, infatti, chiedono al guardasigilli misure per velocizzare i processi. In caso contrario minacciano di votare la proposta di Forza Italia che cancella la riforma. “Ci dispiace che Pd, Iv e Leu si mettano di traverso, non comprendiamo le loro ragioni. Né perché il Pd ha cambiato idea rispetto ai suoi programmi. Dicono che i tempi dei processi si allungherebbero, ma è l’esatto contrario”, spiega la presidente della rete Gloria Puccetti, raccontando che i familiari delle vittime vivono “in una grande soliditudine. Questa è una legge che ci fa ben sperare, siamo qua per difenderla. La giustizia non ci ridà un figlio ma è nostro diritto averla“. “Io ho avuto il 90% di ustione alla pelle, ma da cosa se l’incendio colposo è stato prescritto nel processo sulla strage di Viareggio? Di cosa sono morti i nostri figli?”, si chiede Marco Piagentini, presidente dei familiari delle vittime della strage di Viareggio.

“Siamo stanchi di sentire ai funerali di Stato che le cose cambieranno”, dicono altri esponenti dell’associazione. Che poi attaccano la Lega e la sua responsabile giustizia, Giulia Bongiorno, l’ex ministra che parlò di “bomba atomica” in arrivo sul processo penale dopo l’entrata in vigore della nuova norma che stoppa la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. “Altro che bomba atomica, quella la viviamo noi. Siamo noi familiari delle vittime che viviamo un ergastolo, una condanna a vita”, rivendica Antonio Morelli, presidente del comitato delle vittime della scuola di San Giuliano di Puglia. Al Senato sono molte le associazioni che vogliono blindare l’entrata in vigore della riforma, così come previsto, con il nuovo anno: dal comitato delle vittime della strage di Viareggio, processo già segnato dall’arrivo della prescrizione, ai familiari delle vittime Thyssen Krupp, a quelli del caso Moby Prince, passando per i morti del sisma dell’Aquila e al Comitato ricordo vittime Ponte Morandi, fino a quello legato all’incidente ferroviario di Andria e Corato. Un elenco lunghissimo.

“Nessuno potrà restituirci i nostri familiari, né i nostri processi potranno beneficiare della riforma. Ma speriamo che almeno possa servire per altri e che nessuno possa più aggiungersi a questo comitato”, è l’appello rilanciato in direzione della politica. A partire da chi, dall’opposizione fino alla maggioranza, si batte contro la riforma: “Dispiace l’assenza di esponenti Pd, dei renziani di Italia Viva, di LeU e della Lega. Noi avevamo invitato tutti“, denunciano nel corso della conferenza stampa. Presenti soltanto alcuni senatori del M5s, tra i quali Primo Di Nicola, Mario Michele Giarrusso, Sergio Romagnoli ed Elio Lannutti. Nessun rappresentante del governo ha invece partecipato all’iniziativa. “L’impegno è quello di portare avanti in Parlamento le vostre proposte e cercare i voti in commissione e in Aula con un lavoro trasversale tra le forze politiche”, ha detto il senatore Di Nicola, rivolto alle associazioni. In attesa che si sciolga anche il nodo prescrizione, che tiene in equilibrio precario l’esecutivo.

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