Non ha peli sulla lingua il sindaco di Milano Beppe Sala. Il primo cittadino, a Imola per sostenere Stefano Bonaccini, in corsa per le regionali in Emilia-Romagna, ha commentato l’operato della candidata leghista. “La Borgonzoni? Per dirla alla milanese, non sa neanche da che parte è girata: lasciamola a Roma con le sue sciocche t-shirt – ha detto Sala, ricordando la maglietta con scritto ‘Parlateci di Bibbiano’ con la quale la deputata era entrata in Aula – È vergognoso che la destra possa essere rappresentata da una persona che andata alla camera con quella maglietta”. Il sindaco ha poi ribadito il suo endorsement all’attutale governatore emiliano: “Bisogna votarlo perché è più bravo”.

Immediata la reazione di alcuni leghisti che hanno bollato la frase su Lucia Borgonzoni come “sessista“. “È l’esatta espressione del suo Pd: predica bene, ma razzola male. Troppo comodo riempirsi la bocca di tante belle parole a difesa delle donne in politica salvo poi bersagliarle con frasi vergognose e maschiliste. Sala pensi a fare il sindaco di Milano, se ne è capace, ma non si permetta più di utilizzare il machismo per insultare le avversarie politiche del suo partito”, ha commentato il deputato del Carroccio Igor Iezzi. “Altro che signore…Il sindaco di Milano invece che parlare di fatti, di idee, di programmi per l’Emilia Romagna ha solo insultato la nostra candidata. Ha usato toni misogini, sessisti e violenti. Non solo deve chiedere scusa a Lucia, donna forte, coraggiosa e preparata ma si deve anche vergognare!”, gli ha fatto eco la senatrice Erika Stefani, ex ministra per gli Affari regionali.

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