La trivelle sono da “fermare per sempre”, nessun nuovo investimento: “Ecco perché il Movimento 5 stelle corre da solo alle elezioni regionali. Meglio soli che male accompagnati”. Il candidato governatore M5s in Emilia-Romagna, Simone Benini, attacca il discorso tenuto da Stefano Bonaccini sabato a Ravenna e rimarca le differenze che, a suo parere, hanno spinto i Cinquestelle a non correre ancora insieme al Partito democratico alle regionali del prossimo 26 gennaio. Tra queste c’è appunto la posizione sulle trivellazioni: “Bonaccini in tour a Ravenna parla di sbloccare le trivelle in Adriatico. Alla faccia della lotta ai cambiamenti climatici, degli applausi per i ragazzi Fridays for Future e la salvaguardia dell’eco-sistema marino”, rimarca Benini.

Il governatore dell’Emilia-Romagna in carica è ricandidato alla guida della Regione si è sempre espresso a favore dello sblocco delle trivelle nell’area di Ravenna. Già nello scorso febbraio, durante il Tavolo petrolchimico regionale, aveva chiesto al Governo che il territorio di Ravenno venisse “escluso dalla sospensiva alle trivellazioni”. In particolare aveva spiegato che è in corso “un processo di concertazione e partecipazione della popolazione che sta già portando efficacemente verso la sostenibilità, preoccupandosi al contempo dell’attività di de-commissionig, ovvero di riconversione dell’attività estrattiva. Proprio per questa ragione chiediamo che l’offshore di Ravenna sia fuori dalla sospensiva”. Sul fronte delle estrazioni off-shore, un settore che interessa in maniera particolare l’Emilia-Romagna che vede aziende e impianti impegnati nel settore, specialmente nell’area del Ravennate, il governo “ha solo saputo decidere una moratoria” senza mostrare alcuna “strategia eneregetica”, ha detto Bonaccini ad aprile scorso.

Concetti ribaditi sabato in piazza a Ravenna. “Bonaccini, rivolgendosi a quei sindacalisti che chiedono di riaprire le trivelle, si è anche vantato dicendo: ‘Noi, col governo Gentiloni avevamo portato avanti un lavoro per tornare agli investimenti sull’upstream’, pensando di guadagnare voti“, afferma Benini. Che poi rivendica: “Il M5s al governo invece ha detto basta. Dunque, il candidato di Pd e altre liste che dell’ambiente dovrebbero fare una bandiera mostra la sua vera faccia: quella fossile“. Il candidato governatore pentastellato aggiunge: “Grazie al Movimento al governo nazionale, dal marzo 2019 abbiamo imposto uno stop a nuove trivellazioni (ora contestato pure dalla Lega) e in Finanziaria siamo riusciti a moltiplicare per 25 i canoni per le concessioni, che passano da 57 euro a chilometro quadrato a 1481 euro al chilometro quadrato. Non venivano toccati dal 1998!”. “Quella contro le trivellazioni marine e terrestri, è una battaglia che il Movimento 5 stelle porterà sempre avanti. Più forza al M5s, più forza a rinnovabili ed efficienza energetica e tutela di mare e territorio”, conclude Benini.

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