“Gratteri arresta metà Calabria. È giustizia? No è solo uno show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi si. Colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi”. Le parole vergate da Enza Bruno Bossio sulla sua pagina Facebook ora non ci sono più, ma le parole vergate dalla deputata del Pd moglie di Nicola Adamo, colpito da un divieto di dimora nell’inchiesta che il 19 dicembre ha portato agli arresti 330 persone, causano la reazione del partito: “Il pensiero della Bruno Bossio non rappresenta quello della comunità del Partito Democratico della Calabria – affermano, in una nota il commissario regionale Stefano Graziano e il responsabile Mezzogiorno della segreteria nazionale Nicola Oddati – Ringraziamo Gratteri per il lavoro svolto e per aver inflitto alla ‘ndrangheta un duro colpo“.

“I calabresi onesti e perbene – affermano Graziano e Oddati – gli sono grati e ci auguriamo che siano in tanti a raccogliere il suo appello ad occupare gli spazi che l’inchiesta a liberato. Ridurre migliaia di ore di lavoro, migliaia di pagine di una inchiesta ad un tentativo di bloccare Oliverio è offensivo nei confronti di chi ha lavorato alle indagini e di chi ha subito le imposizioni della malavita e perfino nei confronti dello stesso Oliverio”. “Il Pd – concludono – già da mesi lavora per una Calabria nuova e libera. Ora con Pippo Callipo vogliamo costruire, insieme, una stagione di sviluppo e crescita. Chi vuole sbarrare la strada alla Lega e rompere i legami tra politica e criminalità, sbarrare la strada alla ndrangheta, ha una possibilità”.

Il diretto interessato preferisce non commentare. “Non voglio entrare nel merito dei commenti che sono stati fatti. Sarà la storia a spiegare tante cose anche di comportamenti di questi giorni, come degli anni passati”, ha detto Gratteri a “L’intervista di Maria Latella” su Sky Tg24. “Il mio – ha detto Gratteri – è un lavoro di squadra. Ho dei colleghi meravigliosi, migliaia di carabinieri, poliziotti finanzieri. Io posso essere una guida, un esempio ma ognuno fa un pezzettino del lavoro. Sono abituato al lavoro di gruppo ed il successo o l’insuccesso ricade su tutti. La nostra è una richiesta di misura cautelare ed i provvedimenti li ha emessi un giudice terzo“.

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