Il killer delle api è stato messo al bando. Si tratta della sostanza attiva methiocarb che è contenuta in prodotti fitosanitari come il Mesurol, prodotto dalla Bayer. La decisione è stata assunta dalla Commissione europea con il mancato rinnovo dell’approvazione all’utilizzo, attraverso un apposito regolamento firmato il 18 novembre scorso. Si tratta di un atto che conferma tutti i rischi per la salute umana emersi in Italia anche grazie all’inchiesta della Procura di Udine condotta dal sostituto procuratore Ivana Del Tedesco, che ha messo sotto inchiesta alcune centinaia di agricoltori per aver utilizzato quei prodotti nella coltivazione del mais. Secondo alcune perizie, la scomparsa delle api è dovuta proprio a questa sostanza che serve per difendere le piante dai parassiti e per favorire quindi un raccolto più abbondante. Ma ha però un effetto deleterio sull’ambiente circostante. Le api lo assorbono e lo trasportano nei loro alveari che si svuotano a causa delle morie. La commercializzazione, secondo l’indicazione di massima della Ue, è consentita ancora fino al 31 dicembre, ma fino al 3 aprile prossimo sarà consentito l’uso in agricoltura.

Metiocarb fa male alla salute, in particolare a quella dei contadini che ne entrano in contatto (soprattutto attraverso la respirazione) nel momento della semina, anche se utilizzano i dispositivi indicati nelle norme di trattamento. L’approvazione del principio base da parte della Commissione europea scadrebbe alla fine di luglio del prossimo anno, ma una decisione è stata presa anticipatamente, dopo un’istruttoria che ha coinvolto gli Stati membri e che nel luglio 2017 aveva portato alla presentazione di un rapporto all’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Si è occupato del caso anche il Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi.

È stato “individuato un rischio inaccettabile per i lavoratori, anche tenendo conto dell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, nonché un rischio elevato per uccelli, mammiferi e lombrichi”. Parole inequivocabili quelle dell’Autorità, che “non ha potuto effettuare la valutazione dei rischi per i consumatori in quanto non è stato possibile portare a termine la definizione dei residui per la valutazione dei rischi nei prodotti vegetali”. Ma siccome non è stato esclusa neppure questa eventualità, allora il prodotto è stato messo al bando. Per la precisione si tratta di quattro diversi prodotti di Bayer Cropscience: Mesurol, Calypso Plus, Mesurol 200 SC e Mesurol 500 FS. Per il momento il divieto riguarda questi pesticidi, ma è possibile che in futuro venga esteso ad altre sostanze. Qualche dubbio ha generato il fatto che sia stata prevista una fascia temporale di tolleranza, quasi si sia voluto tutelare le esigenze industriali delle aziende produttrici o che commercializzano il prodotto, rispetto a quelle collettive della salute e dell’integrità ambientale.

L’inchiesta condotta a Udine sulla moria di api ha avuto il merito di segnalare la situazione e di scoprire il nesso tra Mesurol e danni agli animali. Il pm Del Tedesco è arrivata ormai alla fase finale ed è in attesa dell’esito di cinque perizie commissionate a entomologi, ornitologi, esperti di ecologia, medici oncologi e direttori generali delle politiche agricole. La notizia della messa al bando del principio attivo è arrivata alla Procura dopo la pubblicazione di un comunicato sul sito del ministero della Salute, che segue i canali previsti dalla legge, ma è relegato in uno spazio per addetti ai lavori. L’uso del Mesurol è, in realtà, un problema che interessa decine di migliaia di agricoltori.

Con il comunicato viene data esecutività alla decisione originaria della Commissione Europea. La Ue impone agli Stati membri di revocare le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari con principio attivo methiocarb entro il 2 gennaio 2020, estendendo la tolleranza fino al 3 aprile. Il ministero fissa al 31 dicembre il termine per lo stop alla commercializzazione. Introduce fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di usare i prodotti fitosanitari revocati per il trattamento delle sementi. Lo smaltimento deve avvenire entro il 29 febbraio, mentre è consentito fino al 3 aprile l’uso dei prodotti per un trattamento diverso dalla concia delle sementi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Cop25, a Madrid il fallimento degli ipocriti del clima. Rinvio sul nodo del mercato del carbonio. Greta Thunberg: “Ignorano la scienza”

next
Articolo Successivo

Tonnellate di rifiuti in mare: le onde in Sudafrica sono bottiglie di plastica

next