Virginia Raggi impugna l’ordinanza di Nicola Zingaretti sui rifiuti. E, di fatto, dichiara guerra al presidente della Regione Lazio. La Giunta capitolina, convocata nella serata di ieri, ha approvato il ricorso al Tar contro la disposizione del presidente della Regione Lazio che obbligava la sindaca di Roma a individuare, sul territorio del Comune di Roma, di un sito d’emergenza dove realizzare la nuova discarica di servizio cittadina. È l’ennesima puntata di una telenovela, quella sull’emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio, che si fa sempre più complessa e dagli scenari imprevedibili.

La decisione di ricorrere al tribunale amministrativo è arrivata quasi 24 ore dopo la scadenza dell’ordinanza di Zingaretti. L’obiettivo è innanzitutto quello sospendere gli effetti del provvedimento regionale e, in secondo luogo, dimostrare al giudice la non necessità di procedere all’individuazione di un nuovo sito di smaltimento, in deroga alle normative ambientali, visto che nella discarica di Colleferro – dove finiscono attualmente i rifiuti della Capitale e che verrà chiusa anticipatamente dalla Regione Lazio il 15 gennaio – ci sono ancora 245mila metri cubi di spazio disponibile. Il provvedimento firmato dalla giunta Raggi non è altro che la ratifica dell’ordine del giorno approvato martedì scorso in Assemblea capitolina da 25 consiglieri pentastellati su 26. Il ricorso, per evitare incompatibilità formali, non verrà firmato dalla capo dipartimento all’Ambiente, Laura D’Aprile, che ha già sottoscritto la relazione tecnica con gli 11 siti idonei per la discarica varata dalla Commissione congiunta Comune-Regione.

Si va alla battaglia con la Regione, dunque? Sicuramente l’impugnativa non è un atto di “pace” fra Virginia Raggi e Nicola Zingaretti. Tutt’altro. La sindaca ha già detto che “Roma farà la sua parte” ma vuole che la nuova discarica venga individuata solo dopo che il Consiglio regionale avrà votato il piano regionale dei rifiuti, documento di programmazione indispensabile per dare seguito alla realizzazione degli impianti (l’ultimo è del 2012). Un piano che, anche per via del fuoco amico di un gruppo di consiglieri pentastellati in Regione Lazio, prevederà il cosiddetto “ambito di Roma Capitale”, che costringerà la città a gestire interamente al proprio interno il ciclo dei rifiuti (unico caso in Italia).

Restano comunque margini di dialogo. La giornata di ieri si era aperta con una lettera inviata dalla sindaca al governatore in cui si chiedeva un incontro politico da fissare nelle giornate di lunedì e martedì prossimo. I motivi di dibattito sono molti, anche quello del possibile termovalorizzatore teorizzato dal presidente Ama, Stefano Zaghis, che nel caso avrebbe bisogno di una integrazione nel piano regionale per essere approvato.

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