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Bottiglie molotov contro la casa del giornalista Adriano Cappellari: esplosione nella notte a Enego, indagini in corso

Un uomo armato e a volto coperto ha innescato un ordigno davanti all'abitazione del cronista vicentino, noto per le inchieste su Caivano. Sul posto trovate bombole di gas e una foto della vittima segnata con una "X". Indagano i Carabinieri
Bottiglie molotov contro la casa del giornalista Adriano Cappellari: esplosione nella notte a Enego, indagini in corso
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Un attentato incendiario è stato compiuto la scorsa notte a Enego, in provincia di Vicenza, ai danni dell’abitazione del giornalista Adriano Cappellari. Intorno alle 23:30, un individuo a volto coperto ha innescato un pacco esplosivo davanti alla casa del cronista, lasciando sul posto alcune bombole di gas e un messaggio di minacce.

La dinamica dell’attentato e le telecamere

La sequenza dell’attentato è stata registrata dall’impianto di videosorveglianza privata dell’abitazione. Secondo quanto diffuso da “L’Altopiano”, il quindicinale per il quale il giornalista lavora, le immagini mostrano una singola persona con il volto coperto e armata di pistola. L’uomo è entrato nell’area della proprietà pochi secondi prima della deflagrazione, appoggiando a terra il pacco incendiario e diverse bombolette di gas prima di allontanarsi. Al momento dell’esplosione, Cappellari si trovava da solo in casa, essendo rientrato da pochi minuti dopo aver trascorso la serata da conoscenti.

L’intervento dei soccorsi

L’allarme ha fatto scattare l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine. I pompieri hanno rapidamente spento le fiamme divampate all’esterno della struttura e hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, disinnescando le bombolette di gas rimaste inesplose. Contestualmente, i Carabinieri delle stazioni di Enego e Bassano del Grappa hanno effettuato i rilievi scientifici e avviato le indagini per identificare l’autore del gesto.

I precedenti e il collegamento con le inchieste su Caivano

Sul luogo dell’esplosione, l’attentatore ha lasciato una lettera contenente nuove minacce e alcune fotografie del giornalista segnate con una “x”. L’episodio si inserisce in un quadro intimidatorio già noto alle forze dell’ordine. Da diverso tempo il cronista vicentino è impegnato nel documentare e raccontare le dinamiche criminali di Caivano, in provincia di Napoli, seguendo da vicino l’attività sul territorio di don Maurizio Patriciello. A causa del suo lavoro, alcuni mesi fa Cappellari era già stato bersaglio di lettere anonime contenenti espliciti inviti a smettere di scrivere e pesanti minacce, inviate con modalità del tutto simili a quelle rinvenute la scorsa notte a Enego.

La solidarietà dell’Ordine dei Giornalisti

“Il nuovo atto di intimidazione, il secondo in poco tempo, avvenuto la scorsa notte ai danni di Adriano Cappellari dimostra ancora una volta che non esistono luoghi immuni dalla violenza, nemmeno nel nostro veneto che si definisce onesto, e che l’impegno contro la criminalità organizzata non deve avere confini”. Lo afferma in una nota l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, che “esprime ancora una volta la solidarietà al giovane cronista da tempo nel mirino di ignoti personaggi che accompagnano le minacce – e ora anche gli attentati – con messaggi farneticanti verso chi si impegna a educare e a riscattare popolazioni vittime di sopraffazione e di illegalità”, conclude la nota.

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